Un viaggio tra le osterie romane


Un viaggio tra le osterie romane
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Siamo stati un po’ latitanti in questo ultimo periodo, ma abbiamo continuato a “viaggiare” in un modo differente: il nostro viaggio è stato alla scoperta delle trattorie di Roma. Un giro tra le osterie romane dallo stile che strizza l’occhio alla modernità, con staff giovane ma dalle idee chiare e la voglia di lasciare il segno ogni giorno.

Menabò vino e cucina

Il nostro punto di partenza è stato Menabó Vino e Cucina a Centocelle. Pochi fronzoli e tanta schiettezza: così si descrivono sulla loro pagina Facebook i due fratelli padroni di casa, uno cuoco e l’altro oste. Appena si entra si rimane colpiti dal bancone e dall’esposizione delle bottiglie di vino: siamo stati fortunati, durante il nostro passaggio era in pieno svolgimento uno shooting fotografico e siamo rimasti ammaliati dai calici di vino e dalle tonalità di tutti quei colori.
L’inizio è stato memorabile: focaccia genovese con cime di rapa alla ‘nduja e stracciatella, che ci ha subito riportato in Liguria, ma sempre con un tocco di romanità. La scelta del piatto principale è stata assai ardua: avremmo ordinato tutti i piatti proposti ma alla fine abbiamo optato per i fusilloni alla gricia, con uva e mosto – assaporando una rivisitazione della cucina romana – e una zuppa di ceci, funghi cardoncelli e castagne, un mix di sapori che si combinava alla perfezione. Il tutto accompagnato da due calici di vino rosso, che ci sono stati consigliati dal mitico Daniele.
Ci siamo voluti viziare e, come dessert, abbiamo optato per la torta di mele accompagnata da caramello salato e il tiramisù, con la sua crema deliziosa.

180g Pizzeria Romana

Il nostro viaggio è continuato per le vie di Centocelle e ci ha portato fino a 180g Pizzeria Romana, che non è una semplice pizzeria, è un ristorante sfiziosissimo su base pizza. Tra i pezzi forti, il suppli al telefono e il sampietrino cacio e pepe. Una volta iniziato con queste due prelibatezze si può continuare con la pizza! Ed ecco a voi sua Maestà, la pizza alla carbonara con tartufo e la pizza con pomodoro, stracciatella di burrata, alici di Sciacca, origano e olio evo. Ovviamente anche con il dolce si chiude in bellezza, il pezzo forte è lei: la bomba, e che bomba! Un fritto soffice come una nuvola e un’esplosione di crema che non è mai abbastanza!

Barred

Abbiamo quindi deciso di avventurarci in zona San Giovanni, destinazione Barred. Questo gioiellino si contraddistingue per la cucina romana tradizionale con un tocco di originalità ultramoderno. Il locale è gestito da ragazzi giovani, caratteristica che si nota immediatamente sia dall’arreda-mento del locale che dal menù.
Proprio il menù è una lista di ingredienti che si amalgamano in piena sintonia tra di loro. Da non perdere le proposte del giorno indicate sulla lavagnetta: ad attirare subito la nostra attenzione sono stati il “pork belly e harissa” da una parte e “lenticchie, mandorle e zucca” dall’altra. A seguire spaghettoni, carciofi e pecorino e non poteva mancare, ça va sans dire, il dolce. Bisogna ammettere che, anche sbirciando dal tavolo dei vicini, la scelta è stata molto combattuta, ma alla fine ha avuto la meglio cannelés di Bordeaux, caramello e gelato di arachidi.

Trattoria Pennestri

Il nostro viaggio ha come destinazione finale il quartiere Ostiense e, nello specifico, la Trattoria Pennestri. Appena entrati lo sguardo è caduto immediatamente sull’esposizione di bottiglie di vino: ce n’è per tutti i gusti e verrete poi accompagnati nella scelta da Valeria.
Siamo stati accolti da un antipasto di benvenuto che ci ha incanalato in questo percorso culinario.
Semplicemente sublime è stato l’antipasto: panunto e zucca arrosto, fichi secchi e blu di capra. Abbiamo proseguito con due piatti della tradizione romana con un tocco di modernità: pappardelle al ragù di cavallo e gnocchi alla romana. In ogni portata non passa inosservato il tocco di professionalità dello chef che sottolinea la genuinità di tutti gli ingredienti utilizzati.
Strano ma vero, abbiamo saltato il dolce.
Motivo? Essendo in zona abbiamo optato per una fetta di panettone da Casa Manfredi!

Il viaggio tra le osterie non finisce qui! A presto con le nostre nuove scoperte.

Delivery a Roma


Smartphone in mano, app aperte e inizia la complicata ricerca:
quale delivery a Roma scegliere? Cucina romana, hamburger, pizza?
Troppa indecisione ed è cosi che abbiamo deciso di provare qualche ristorante di Roma, dal vivo!

Prima tappa: Santo Palato in Piazza Tarquinia a Roma.
Si riconosce subito lo stile della classica trattoria romana, con stampe dalla grafica originale e futurista appese alle pareti che ricordano il mondo della ristorazione. Fantastico trovare i vecchi tavoli in marmo! In aggiunta al classico menù si aggiunge la proposta del giorno che si legge sulla lavagna in sala.
Partiamo subito da una bruschetta con pomodoro del piennolo e formaggio di capra: semplicemente deliziosa, al contatto con il palato si assapora un gusto unico e sconvolgente, una vera goduria per le nostre papille gustative. Come primi ci siamo buttati su un classico della cucina romana: rigatoni all’amatriciana e su una ricetta della nonna arricchita con un tocco modaiolo: spaghettoni burro alici e… tartufo! Abbiamo continuato con i friggitelli alla scapece e, quindi, concluso con il dolce, una rivisitazione del classico maritozzo romano, ovvero brioche con farina di grano arso e pepe vanigliato ripieno di panna. Santo Palato offre un menu specifico per il delivery che vi mostriamo qui sotto nelle foto.

Seconda tappa: quando la voglia di hamburger si fa sentire è difficile resistere. The Butcher Shop, in zona Piazza Bologna, è stata la nostra scelta. La particolarità qui è la possibilità di creare il proprio hamburger scegliendo ogni singolo ingrediente o affidandosi ai consigli dello chef: abbiamo deciso il peso e il tipo della carne, il pane quindi le salse e i condimenti: ovviamente abbiamo rispettato la tradizione e creato il nostro bacon cheeseburger. Con aggiunta di patatine fritte, classiche e sfogliate. E’ possibile sedersi al tavolo fino alle 18:00, in questo locale caratteristico con mattoncini a vista o ordinare per asporto e delivery.

Terza tappa: abbiamo ceduto nuovamente alla cucina greca!
Durante il primo lockdown con il servizio delivery, abbiamo scoperto Grekos, questa volta lo abbiamo provato sul posto. Entrati nel locale siamo stati subito catapultati in Grecia. Abbiamo mantenuto la tradizione, ordinando polpette di zucchina e feta, per poi lanciarci sulla nostra adorata pita Grekos (da mangiare assolutamente con le mani per assaporare meglio la totalità degli ingredienti). Immancabile lo yogurt greco per concludere in bellezza.

Non poteva mancare un’ultima “tappa” in Giappone. Da amanti del ramen siamo andati da MaMa-Ya in via Ostiense. Inquadrando il QR code si accede al menù. Senza molti dubbi abbiamo ordinato i ravioli gyoza ripieni di verdure di stagione, zucca questa volta, e un batuniko china pan, ovvero un panino al vapore con stracotto di maiale glassato, zenzero e daikon marinati per poi goderci a pieno il nostro amato ramen vegetariano. Da MaMa-Ya sono organizzati per il servizio da asporto, per chi volesse assaporare la tradizione giapponese a casa.

Seguiteci per non perdere i prossimi delivery a Roma del Blog Viaggi Insoliti!

Champoluc


Champoluc 
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Nuovo fine settimana in Valle D’Aosta!
Questa volta siamo a Champoluc dalle parti del Monte Rosa. Straordinaria la vicinanza con la Liguria che, anche questa volta, rappresenta il nostro punto di partenza per le gite in montagna. Meno di 3 ore di autostrada, una breve salita per una comoda strada secondaria e giusto il tempo di attraversare qualche paesino e subito si arriva a destinazione.
Il paese è accogliente, con in mezzo il suo torrente di acqua ghiacciata, le case di legno e la strada centrale lastricata di pietra in perfetto stile valdostano.
Piccolo punto negativo, la via principale non è pedonale e anzi lo spazio riservato ai pedoni, delimitato da grandi vasi di legno, è spesso mancante o insufficiente, soprattutto in questo periodo di Covid che richiede maggiore distanziamento tra le persone.

Il paesino non offre molti negozi ma quelli essenziali ci sono, sia per portare a casa qualche ricordo gastronomico, sia per fare la spesa volendo affittare una casa invece di soggiornare in albergo. Le dinamiche immobiliari di Champoluc sembrerebbero suggerire che sia una cittadina sviluppatasi intorno alla cabinovia del comprensorio Monterosa Ski per lo sci invernale, con numerosissimi condomini di piccoli appartamenti, ideali per settimane bianche e brevi soggiorni.

Questa volta abbiamo scelto l’Hotel Relais Des Glaciers, proprio all’inizio del paese. Un hotel in elegante stile di montagna con un moderno uso del legno che rende gli spazi caldi ed accoglienti. Camino sempre acceso nella hall e personale molto disponibile e preparato.
L’hotel ha una piccola SPA al coperto, nel piano interrato e una piscina di acqua calda con vari idromassaggi all’aperto, proprio di fronte all’ingresso. La colazione al tavolo è stata sopra le nostre aspettative: formaggi e dolci veramente fantastici.
L’albergo dispone di un piccolo parcheggio sul retro e di qualche posto auto in garage. Uscendo da qui e comunque a pochi passi dall’entrata dell’hotel c’è la fantastica pasticceria Cafè Du Relais, lì abbiamo provato una deliziosa torta Sacher!

Prima cena e subito qualcosa di diverso, di non ordinario. La cabinovia Crest riapre i battenti la sera con 2 corse, una alle 19:30 e una alle 23:00. Approfittando di questa splendida opportunità siamo andati a cena in un antico Rascard, una costruzione tipica di queste parti, nel villaggio Walser di Frantze. Dall’arrivo della funivia, una breve passeggiata in discesa e si ritorna indietro nel tempo. Il locale è veramente accogliente e ben tenuto, la cena squisita e l’ospitalità delle proprietarie è stata veramente eccezionale. Al ritorno si sono offerte di riaccompagnarci alla cabinovia in fuoristrada. Non vediamo l’ora di poter tornare! Frantze Le Rascard 1721 lo suggeriamo anche per pranzo visto che può essere facilmente incluso in molti percorsi escursionistici.

La seconda sera siamo stati a cena alla Brasserie du Breithorn, locale super conosciuto da queste parti. Siamo stati fortunati, il nostro tavolo era proprio accanto allo splendido frigorifero a vista che occupa tutta la parete di fondo del ristorante, con una ricca esposizione di salumi e formaggi. L’arredamento in legno e lo stile alpino lo rendono veramente un posto piacevole. La cena tipica valdostana viene servita in delle belle padelline di ghisa. Ottima carne, birra artigianale locale e squisiti formaggi.

Per smaltire gli eccessi culinari ci siamo diretti a piedi da Champoluc a Frachey, in un bel percorso pianeggiante nel bosco, adatto veramente a tutti, e nel quale trovano posto delle simpaticissime statue in legno nascoste qua e là. All’arrivo, approfittando del bel tempo abbiamo preso la monorotaia Frachey – Alpe Ciacerio per completare un giro di alcuni laghi delle zona.

Ideale punto di partenza per alcuni interessanti percorsi escursionistici è il paesino di Saint Jaques che è comodamente raggiungibile in autobus dal centro di Champoluc. Noi siamo andati al famosissimo ed immancabile Lago Blu e il giorno seguente al Rifugio Grand Tournalin con i suoi 2600 metri, che sicuramente conosceranno tutti gli appassionati del Tor des Geants. Due tappe immancabili per gli amanti della montagna!

Champoluc è stata una piacevole scoperta: tipica, ordinata e accogliente! Stiamo già programmando la prossima avventura del Blog Viaggi Insoliti. Non perdetela, seguiteci!

Roma deserta


Roma deserta 
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Quanto sei bella Roma… non è solo il testo di una famosissima canzone ma decisamente un dato di fatto. E noi abbiamo avuto la fortuna di godere appieno della sua bellezza in queste ultime settimane e ammirare il fascino di Roma prima della ritorno di tutti i turisti.
Prendiamo il lato positivo di tutto questo periodo e vediamo il bicchiere mezzo pieno!
A chi non è capitato di andare in centro a Roma, perdersi per le sue vie e magicamente ritrovarsi davanti a Piazza di Spagna? Ogni volta il cuore batte a mille per l’emozione. Fare la foto della scalinata di Trinità dei Monti senza persone però è sempre un’impresa quasi impossibile: si tratta di aspettare il momento giusto, che non arriva mai.
Ma stavolta ci siamo riusciti! E non è stato neanche tanto difficile con Roma deserta!

Girare per il centro storico di Roma, senza i buttadentro dei ristoranti acchiappa turisti, senza i venditori ambulanti, senza auto e scooter che neanche fossimo sul raccordo è un lusso del quale abbiamo pienamente approfittato. Nel momento in cui è stato possibile uscire di casa, ci siamo messi in marcia, macinando km su km, recuperando anche quelli non fatti durante il lockdown. Da via Nomentana, abbiamo raggiunto Porta Pia, con tappa obbligatoria alla Gelateria La Romana (dovevamo recupera le forze). Quindi dal Quirinale siamo scesi fino a Fontana di Trevi, rimanendo incantati davanti a tanta bellezza: nessun rumore soltanto lo scroscio della fontana.
Piazza di Pietra e poi il Pantheon e la vicina Piazza della Minerva e poi Piazza Navona non sono da meno. Se avrete la possibilità di organizzare il weekend a Roma in questo periodo, non ve ne pentirete! E se siete alla ricerca di trattorie romane, non perdete il nostro articolo! Vi teniamo compagnia dalla colazione al dopo cena! ( Mangiare a Roma )

Questo vuoto ci ha fatto riflettere su un’altra questione: quella relativa a chi accusa i turisti di essere la causa principale del fatto che i romani non abitino più nel Centro Storico. Città unica al mondo per la sua storia e la sua bellezza, Roma è di solito letteralmente invasa da macchine: è ormai diventato impossibile passeggiare per le vie del centro per fare un po’ di sano shopping senza avere l’automobile di turno alle calcagna, sempre pronta a suonare il clacson. E’ diventato impossibile guardare le vetrine dei negozi, cosa ulteriormente peggiorata con l’apertura, fino al 30 agosto 2020, della ZTL del Centro Storico giorno e notte senza limiti. Furgoni parcheggiati in mezzo alla strada e nelle bellissime aree pedonali, come Piazza della Maddalena, macchine parcheggiate in seconda fila, venditori ambulanti, e poi ci si stupisce del fatto che il romano cerchi un po’ di tranquillità in quartieri diversi dal centro e si usa il turista come capro espiatorio, addossando al turismo tutte le colpe. Mentre tutte le città del mondo scelgono di pedonalizzare e tolgono spazio alle autovetture per restituirlo alla collettività, che ne sarà di Roma?

Ma passiamo alle cose belle! Assolutamente da non perdere è la Mostra di Raffaello presso le Scuderie del Quirinale, che fortunatamente è stata prolungata fino al 30 agosto 2020. Gli ingressi sono contingentati e in piena sicurezza, con gruppi di 5 persone che possono permanere all’interno delle stanze per un massimo di 5 minuti. La mostra ripercorre la vita di Raffaello al contrario, dalla morte e indietro nel tempo, si inizia dalle sue ultime opere per terminare con i suoi primi lavori. All’uscita della mostra rimarrete a bocca aperta per la vista fantastica sui tetti di Roma. Se avete la possibilità, scaricate sul vostro smartphone l’app delle Scuderie del Quirinale e portate gli auricolari, avrete una sorta di visita guidata!
Buona visione e al prossimo post sul nostro blog di Viaggi Insoliti!

Roma riparte !


Roma riparte !
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Cinque locali da cui Roma riparte!
Dalla colazione alla cena, seguiteci e non ve ne pentirete!

CASA MANFREDI – VIALE AVENTINO

Decisamente la migliore colazione a Roma! Come non iniziare così la nostra giornata soprattutto dopo il periodo di quarantena che ci ha costretto a rinunciare per qualche mese ai nostri amati cappuccini e cornetti. A viale Aventino, nei suoi comodi tavoli all’aperto all’ombra dei tigli, potrete provare tutta la genialità dei lieviti (cornetti, veneziane sfogliate alla crema o al cioccolato, pain au chocolat) e dei deliziosi mignon di raffinata pasticceria. Ogni forma è un’opera d’arte. Il caffè di miscele speciali e selezionate di Lavazza è il giusto accompagnamento visto il valore innegabile di tutto il resto.

L’AVVOLGIBILE – CIRCONVALLAZIONE APPIA

La Trattoria Popolare L’avvolgibile ve la consigliamo per la cucina romana di una volta, fatta come si deve. Con i suoi tavoli all’aperto in un vero quartiere romano come è l’Alberone. Aperta anche a pranzo di venerdì, sabato e domenica, ha tutti i tratti della classica osteria romana, ma si nota subito quel tocco in più, dalle posate alla qualità delle materie prime. Semplicemente sublime la mozzarella in carrozza, filante e croccante al punto giusto. Ma, tra gli antipasti, la punta di diamante è sicuramente la panzanella con baccalà, con pane, cipolla, pomodoro, olio e ovviamente dello squisito baccalà. Abbiamo proseguito con un piatto di gricia e con dei tonnarelli cacio e pepe: impossibile resistere alla tentazione di fare la scarpetta! Non fate i timidi! Per dolce, abbiamo optato per il tiramisù: la consistenza della crema di mascarpone aveva un qualcosa di particolare, a di poco eccezionale!
Ci torneremo per scoprire la ricetta segreta!

NECCI AL PIGNETO

E’ una nostra vecchia conoscenza ma l’abbiamo riscoperto nelle ultime settimane perché abbiamo passato la quarantena nelle vicinanze del Pigneto e parte delle nostre passeggiate, appena sono state di nuovo possibili, hanno avuto come destinazione questo quartiere. E quindi stufi della solita birretta in casa o dell’aperitivo homemade abbiamo provato l’ebbrezza (ahaha!) di due cocktail fatti come si deve. Così nei primi giorni di caldo ne abbiamo approfittato. All’ingresso del locale, su strada, si trova un bancone dove vengono preparati i cocktail da asporto. Il locale offre, appunto, la possibilità di asporto o di consumazione sul posto e inoltre dispone di un utilissimo, visto il periodo, giardino all’aperto. Il giardino è veramente magico, soprattutto di sera, vi invitiamo senza paura di smentita a godere dell’atmosfera.

GREKOS – VIA DEI GRACCHI

In queste giornate primaverili abbiamo voluto per un attimo assaporare il clima estivo, immaginandoci in vacanza in qualche isola greca! Così abbiamo ordinato un delivery da Grekos e in un attimo il sogno è diventato realtà! Era da un po’ che studiavamo il loro menù e alla fine abbiamo ceduto anche grazie al consiglio di alcuni amici.
La consegna ha superato le aspettative, seppure fossimo fuori zona, hanno spaccato il secondo sull’orario previsto e tutto è arrivato super caldo e ben impacchettato.
Allestito il terrazzo per creare un’atmosfera un po’ esotica, un po’ di sirtaki di sottofondo e in un attimo ci siamo catapultati in Grecia!
Per iniziare abbiamo ordinato qualche pita accompagnata dalla melitzanosalata (insalata di melanzane), le revithokeftedes (polpette di ceci), le melitzanokroketes (polpette di melanzane) e le kolokithokeftedes (polpettine di zucchine, feta e menta): ottime! Ma la ciliegina sulla torta è stata la Pita Grekos con la classica carne di suino grigliata sullo spiedo verticale, le patatine fritte, i pomodori, la cipolla e la salsa tzatziki! Attenzione, crea dipendenza. Non dimenticate ovviamente una bella birra Mythos ghiacciata!

GELATERIA LA ROMANA – VIA VENTI SETTEMBRE

L’estate sta arrivando e con lei la stagione del gelato! Una nostra recente piacevole scoperta è stata la consegna a domicilio della Gelateria La Romana di via Venti Settembre.
Un gusto più invitante dell’altro ma, ahinoi, abbiamo dovuto fare un po’ di selezione. I gusti non sono i classici cioccolato, crema e nocciola e alla fine la nostra scelta è caduta su Bacio di dama con mandorle tostate, Cioccolato fondente con monorigine Sao Thomè , Croccante amarena e Mirtillo nero, sambuco e limone. Il gelato arriva ben confezionato a casa, la consegna è stata puntuale e il prezzo è adeguato. I gusti sono a rotazione stagionale, fatevi guidare dal vostro istinto e delle vostre passioni, non c’è possibilità di sbagliare! Ve lo consigliamo vivamente.

Continuate a seguirci! Presto in arrivo nuove prelibatezze e nuove destinazioni insolite del Blog Viaggi Insoliti!

I prezzi del Giappone


I prezzi del Giappone
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Grande clamore mediatico ha suscitato la notizia che il Ministero del Turismo giapponese stesse considerando un’iniziativa per rilanciare il turismo, prevedendo il rimborso di metà delle spese di viaggio per chi avesse scelto come destinazione il Giappone nei prossimi mesi.

E’ di ieri, però, la smentita e la precisazione che l’iniziativa che il Governo giapponese starebbe studiando sarebbe rivolta soltanto ai turisti interni, come misura per il rilancio del turismo domestico e che, comunque, coprirebbe soltanto una parte delle spese e non la metà come annunciato da diverse fonti giornalistiche.

Ma tranquilli, veniamo noi in vostro soccorso!
Ecco qui l’elenco delle nostre spese per dimostrarvi che il viaggio in Giappone può tranquillamente essere sognato e realizzato da tutti, anche senza l’aiuto del Governo giapponese.

Quanto costa veramente questo viaggio?
Non ci sentiamo a disagio a parlare nello specifico dei prezzi del Giappone. Abbiamo pensato ad un post dettagliato sulle nostre vacanze dell’Ottobre 2017.

Shibuya


Per prenotare il volo, che abbiamo pagato 700 euro a testa (assicurazione sanitaria compresa) ci siamo serviti dell’aiuto di Flightfox. Cos’è Flightfox?
E’ un fantastico sito che, al solo costo di 50 dollari americani, si occuperà di trovarvi il volo ad un prezzo più basso di quello emerso dalle vostre ricerche e, garanzia di onestà, pagherete il servizio solo se il risparmio procurato sarà superiore ai 50 dollari.

Per dormire abbiamo scelto sia gli hotel che le case di Airbnb, un giusto compromesso e una buona occasione per vivere in case tipiche e risparmiare qualcosa. Il prezzo alla fine sarà in media di circa 80 euro a notte per una doppia.

Strumento importantissimo per godere a pieno e con tanta comodità di tutti gli spostamenti necessari in Giappone è il Japan Rail Pass. E’ possibile comprarlo per 7, 14 o 21 giorni. Il nostro da 14 giorni è costato 350 euro a persona e si può comprare su internet, verrà spedito a casa, oppure si può acquistare a Roma in Via Barberini da H.I.S. Italy.
Comprende tantissimi treni anche ad alta velocità per girare il Giappone nella sua interezza da nord a sud. I biglietti si possono prenotare on line e poi si devono ritirare in formato cartaceo all’arrivo all’aeroporto di Tokyo.

Altra spesa per noi importante è stata un modem portatile con sim giapponese per avere internet illimitato. Le offerte dei gestori italiani sono limitate ed a prezzi improponibili, molto meglio la soluzione offerta da Japan Wireless a partire da 5 dollari al giorno. Per essere sempre super connessi e documentare tutto il vostro viaggio su Instagram! Taggateci nelle vostre storie! @viagginsoliti_

Carletto, il principe dei mostri

Il nostro itinerario ha compreso Tokyo, Kyoto e l’isola più a nord dell’arcipelago nipponico, Hokkaido con la sua capitale Sapporo.
Se siete curiosi di conoscere i luoghi da noi visitati in questo stile “on the train” e di sapere quanto si spende per mangiare (spoiler: poco!) non perdetevi i nostri articoli del Blog Viaggi Insoliti sul Giappone!

Alla prossima!

Lago Inle


Cosa fare Lago Inle
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Avete presente la foto che appare in tutte le guide turistiche del Myanmar?

Ebbene si, sul Lago Inle troverete tantissimi pescatori con la loro barchetta che con le mani sistemano le reti da pesca e con una gamba gestiscono il remo. Non è vero, come abbiamo letto in qualche blog, che si mettono in posa solo per essere fotografati: se attraverserete il lago in barca, cosa vivamente consigliata, ne troverete ad ogni angolo, intenti nella loro attività di pesca.

Ma cosa fare al Lago Inle? Siamo giunti a Nyaung Shwe dopo due giorni di trekking: il nostro hotel, La Maison Birmane, era semplicemente fantastico! Siamo stati coccolati dalle prime ore del mattino fino al tramonto, cosa molto apprezzata soprattutto dopo una notte in una casa di bambù in mezzo alla foresta. Abbiamo avuto due giorni interi (con tre notti) a disposizione per visitare la zona e, a nostro avviso, sono sufficienti per scoprire tutte le meraviglie del posto.

Il primo giorno abbiamo preso una barchetta che ci ha portato sù e giù per il lago. Ci siamo fermati a visitare il mercato locale in parte galleggiante: è un mercato itinerante che si sposta a seconda del giorno della settimana in una delle 5 località che affacciano sul Lago. Qui troverete di tutto, dalla frutta alle verdure locali, al pesce, dai longye, ai tessuti, ai classici souvenir. Sarà divertente contrattare con i venditori locali: alla fine, nel caso doveste spuntarla, risparmierete pochi centesimi, ma sarà stato comunque piacevole!
Abbiamo fatto visita ai produttori di argento, ai produttori di sigari locali nelle loro “fabbriche” su palafitta e siamo rimasti incantati dalla lavorazione dei fiori di loto e dei tessuti: una catena di montaggio davvero eccezionale. Poi con la barchetta, in perfetto stile Indiana Jones, abbiamo proseguito fino al tempio Nyaung Ohak. La risalita del fiume è davvero emozionante e il tempio non ha nulla da invidiare al più famoso sito di Kakku.

Il giorno successivo, con la macchina privata, ci siamo diretti proprio a Kakku: il viaggio è piuttosto lungo, ci vogliono circa 2 ore e mezza per raggiungerlo, quindi mettete in conto che una giornata intera sarà dedicata al tempio.
Il viaggio vale decisamente la pena: il tempio è composto da 2478 stupa, una delle visioni più straordinarie delle Stato Shan. Se sarete abbastanza fortunati, sarete avvolti da una brezza di vento che farà suonare contemporaneamente tutte le campanelle situate in cima alle stupe: spettacolo indimenticabile.

Qualora soggiornaste a Nyaungshwe, un MUST è sicuramente l’Innlay Hut Indian Food House: il cibo indiano è delizioso ma un ruolo di tutto rispetto è giocato dal figlio dei proprietari, agguerrito fan di Eminen. Tutta la cena sarà accompagnata dalla musica di sottofondo del famoso rapper.

Un’altra visita interessante può essere quella alla Red Mountain Winery. Fatevi portare da una macchina o da un tuc tuc e ammirate il tramonto sul lago sorseggiando un pessimo vino locale e le solite noccioline tostate birmane.

Dal Lago Inle è tutto, ci sentiamo alla prossima avventura del Blog Viaggi Insoliti!

Texas on the road


Texas on the road
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Chi l’avrebbe mai detto che casualmente camminando per le vie di L’Havana Vieja avremmo trovato la ricetta perfetta? E invece è andata così.

Proprio in questo periodo in cui dobbiamo restare tutti a casa, abbiamo visto il film Chef – La ricetta perfetta di Jon Favreau.
E’ la storia di uno chef e di come i social possano influenzare nel bene e nel male le carriere di questi moderni professionisti decretandone il successo o il fallimento. Accanto al tema principale si affiancano poi i racconti del rapporto tra il padre chef e il giovane figlio.

Il film parla anche di un viaggio da Miami a Los Angeles passando per New Orleans e Austin in Texas on the road. Casualmente, prima che il coronavirus bloccasse tutto, anche noi viaggiatori insoliti stavamo programmando un viaggio e, tra le varie opzioni, c’era quella di fare un giro on the road per gli Stati Uniti del Sud. Florida, Louisiana, Texas e California.

Il film ci ha svegliato da uno strano torpore, è ora di tornare a programmare, anche senza sapere quando, prima o poi si tornerà a viaggiare e ora è ancora tempo di sognare nuovi viaggi!

Nella nostra idea originale il viaggio si sarebbe svolto al contrario rispetto al film perché avremmo aggiunto un po’ di mare a Cuba o nei Caraibi dopo la Florida sfruttando i più frequenti collegamenti aerei tra Miami e i Caraibi.
Partiamo con un volo Norwegian Roma – Los Angeles, 3/4 giorni a Los Angeles, noleggio auto con riconsegna in uno stato diverso, più costoso ma indispensabile per il viaggio che abbiamo in mente.

Il nostro itinerario

Via alla volta di Las Vegas! Tra le mille luci scintillanti e i casinò, vi suggeriamo di provare un’esperienza veramente insolita, date un’occhiata a digthisvegas.com!

Da Vegas passiamo a Flagstaff, con gita di mezza giornata verso l’Antilope Canyon, che si trova a sole 2 ore di strada. Da qui poi via per Albuquerque con 5 ore di macchina.

Da Albuquerque ad Amarillo
Fino a qui siamo stati più o meno sul percorso della vecchia e iconica Route 66 ma da adesso in poi si fa rotta verso Sud. Troppo curiosi di visitare il grande stato del Texas, così attraversato da tanti cambiamenti negli ultimi anni e che, partendo certamente da un’economia basata sull’estrazione del petrolio, ha brillantemente saputo staccarsi da quella fino a diventare uno degli Stati più ricchi ed attrattivi di tutti gli Stati Uniti come dimostra, fra le altre cose, la sua continua crescita demografica.

Da Amarillo a Dallas, la città dell’attentato a JFK. Per percorrere di persona i luoghi delle famose immagini dello sparo e tutte le ipotesi di complotto che hanno ispirato così tanti film e tanti documentari.

Da Dallas a Austin, con i suoi ranch, la mega bistecche e il super Festival SXSW ( South-by-Southwest) che si tiene ogni anno in questa città, così ricco di musica e di artisti che si uniscono ai creativi dell’industria cinematografica e tecnologica.

Da Austin a Houston, la città più viva e più in movimento della storia recente del Texas. La città dalla famosa frase dell’Apollo 13, “Houston abbiamo avuto un problema”, certamente quindi non potrà mancare una visita allo Space Center della NASA.

Da Houston a New Orleans, per provare i famosi bignet del “Caffè du Monde” citati anche nel film, e per perdersi nel quartiere francese nella famosa Bourbon Street, per poi ritrovarsi a finire la giornata in uno dei tanti jazz club.

Che ne pensate? E’ un viaggio bello lungo ma potete prendere anche soltanto alcune tappe o potete scegliere l’aereo invece della macchina per spostarvi tra i vari Stati.

La nostra idea è poi di andare al mare sfruttando la vicinanza di New Orleans con Cuba o con il Messico o con la Florida e Miami.
C’è solo l’imbarazzo della scelta! Ci faremo guidare anche dalla durata e dal prezzo dei voli, molti collegamenti infatti richiedono lunghi scali e cercheremo di evitarli.
Ci vediamo alla prossima avventura del Blog Viaggi Insoliti!

I migliori hamburger di Roma


Dove mangiare i migliori Hamburger a Roma? Blog Viaggi Insoliti e consigli golosi!

In questi giorni di quarantena da Covid-19, un po’ tutti ci stiamo cimentando in cucina, chi inventa nuove ricette con quello che trova in frigorifero e chi si affida ai più esperti seguendo nel dettaglio le ricette dei “super chef” di Instagram.
Visto che le prelibatezze culinarie hanno attirato l’attenzione dei più, non potevamo essere da meno.
E che voglia di mangiare un hamburger bello unto, con patatine e ketchup! Ma dobbiamo stare a casa quindi ci accontenteremo delle foto di repertorio dei migliori hamburger di Roma, sognando il nostro adorato bacon cheeseburger e parlando delle nostre hamburgerie preferite.
Vi faremo venire l’acquolina in bocca e, chissà, magari qualcuno si lancerà in nuovi esperimenti da casa o proverà i nostri consigli golosi con il delivery!

Open Baladin – Locale super cool nel cuore di Roma, a due passi da Campo de’ Fiori in Via degli Specchi. I prodotti sono semplicemente top: d’altronde, quando ti affidi al pane di Bonci e alla carne di Feroci (i romani lo conoscono bene!) i risultati sono a dir poco eccezionali. Siamo fedelissimi del bacon cheeseburger ma, a seconda delle stagioni e dei periodi dell’anno, il pane è aromatizzato e assume il sapore delle verdure di stagione!
Altro punto forte sono le patatine che accompagnano l’hamburger: classiche o cacio e pepe e il delizioso ketchup fatto in casa.
Non vi resta che provare!

Birretta Wine & Food – In una notte buia e tempestosa, nel bel mezzo di un temporale, abbiamo scoperto questo localino in Prati, Via Simone de Saint Bon: si è rivelato un’ottima sorpresa! L’hamburger è grasso quanto basta, con formaggio fuso e bacon croccante che lo rende unto al punto giusto (ho reso l’idea?): senza rendervene conto lo avrete già finito! Mannaggia, le cose belle durano sempre troppo poco! Lasciate un piccolo spazio anche per il dolce, non ve ne pentirete!

Birretta Wine and Food

Tommi’s Burger Joint – Da fedelissimi di Francesco Costa ci siamo lasciati convincere dalle sue foto postate su Instagram su dove mangiare hamburger a Roma e abbiamo provato Tommi’s Burger, “rifugio” molto cool non lontano dal Vaticano. Tommi’s è una sorta di catena: infatti, lo stesso posto è presente a Reykjavik, Londra, Berlino e Copenhagen. Ma veniamo al dunque: il vostro pasto vi verrà presentato nella sua classica forma di junk food: cestino di vimini e hamburger avvolto nella carta oleata. Il panino è “piccolo”, stile Shake Shack, quindi potrete sbizzarrirvi nella farcitura senza sentirvi troppo in colpa! Ottime la patatine fritte, sia le classiche che le dolci!

Tommi’s Burger Joint

The Factory – Avete presente quegli hamburger belli abbondanti, quelli con la H maiuscola, che ti creano difficoltà nell’addentarli e che, magari, sono da evitare ad un primo appuntamento? Ecco, questo è l’hamburger di The Factory, non so se è chiara l’idea. E abbiamo preso un classico bacon cheeseburger! Ottimo, che dire! Abbondante la presenta del bacon croccante, che ti scricchiola in bocca e le salsine fatte in casa! Non lo abbiamo ancora provato ma lo faremo presto, il giantburger: ci è passato proprio sotto il naso quasi volesse sfidarci e, ça va sans dire, la sfida è accettata!

The Factory al Pigneto

Officina Burger ‘n’ Beer – Last but not least! E’ il classico posto vicino casa che, ci passi sempre davanti e pensi: lo devo provare, prossima volta prenotiamo lì! Ecco, finalmente poi, un giorno, arriva quel momento: il locale è piccolo, curato nei particolari, con birre e bancone in legno veramente invitante. Si servono solo hamburger e sono davvero super! Ci siamo addirittura lanciati e, oltre al nostro amato bacon cheeseburger, abbiamo provato il pulled pork burger! Bonooooo!
Allora, vi abbiamo fatto venire l’acquolina in bocca? Obiettivo raggiunto!

Officina Burger ‘n’ Beer

Ai prossimi viaggi insoliti del nostro Blog!

Fiordi Norvegesi, da Bergen a Flam


Fiordi Norvegesi, da Bergen a Flam 
| Blog Viaggi Insoliti |

Questo blog può ancora aiutarvi, se siete alla ricerca di idee di viaggio e nella fase della preparazione prima della partenza. Continuiamo a studiare destinazioni, a monitorare voli aerei in attesa di ripartire, continuiamo a sognare!

I tempi migliori arriveranno e ci faremo trovare pronti, intanto possiamo guardare su internet e parlare, anche qui, di quello che ci piacerebbe fare quando questa emergenza sarà finita.
Torneremo a viaggiare, a volare, a vivere!

Poco prima di tutto questo casino stavamo programmando un viaggio in Norvegia ( da Bergen a Flam, verso i fiordi norvegesi ), allora proviamo a sognare insieme guardando quello che pensavo di vedere.

Questo viaggio mi è stato ispirato dal sito visitnorway.it dove stavo navigando perché, come sapete, ho un po’ la passione per i Paesi del Nord Europa e sono ispirato e pronto per un bel viaggio in Norvegia, magari cominciando da Oslo dove non sono mai stato.
E invece una bella foto di un treno e la fantasia di un’avventura attraverso paesaggi innevati mi ha portato a pensare a questo viaggio da Bergen al fiordo di Flam.

La Flåmsbana è stata nominata il più bel viaggio in treno al mondo dalla Lonely Planet nel 2014. Il treno ti porta da Flåm alle vette delle montagne costeggiando il fiordo, lungo i 20 kilometri del suo tragitto puoi ammirare fiumi che scavano col loro corso le profonde gole, cascate gettarsi da ripide ripide montagne innevate e fattorie montane aggrappati ai costoni di roccia.

State già cominciando a sognare?

Si trovano voli Norwegian diretti da Roma per Bergen o voli più economici con scalo, per esempio con Wizzair. Da Bergen la soluzione che al momento sembra disponibile prevede di prendere il treno o l’autobus per Myrdal e poi da qui il famoso treno per Flam. Il prezzo per un viaggio in treno andata e ritorno ad aprile si aggira sui 100 euro a persona.

Una volta a Flam, sono imperdibili un giro al punto di osservazione Stegastein a 650 metri d’altezza sul fiordo di Aurlands che si raggiunge con circa 30 minuti di pullman e una visita al birrificio Aegir, che è sia pub che ristorante e che, leggendo le varie recensioni, sembra proprio servire del cibo sopra la media.
Da questo piccolo villaggio fatto da una manciata di case partono numerosi sentieri, da percorrere da soli o con l’aiuto di una guida sia in estate, che in inverno con le ciaspole ai piedi.

Se non sapete proprio cosa aspettarvi da questo viaggio, date un’occhiata sul profilo Instagram di @visitflam e all’improvviso vi verrà ancora più voglia di partire. Pronti a ghiacciarvi la punta del naso fuori dal finestrino?Alla prossima avventura del Blog Viaggi Insoliti!