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Un Weekend a Napoli

Napoli è gioia, allegria e spensieratezza.
A un’ora di treno da Roma è comodissima da raggiungere e la stazione centrale di Napoli ha una posizione strategica che permette di arrivare in centro in pochi minuti a piedi.

Cosa fare e dove mangiare durante un weekend a Napoli?

Il nostro Airbnb era nelle vicinanze del Rione Sanità: uno dei quartieri più vivi e dinamici della città, con i palazzi storici che richiamano l’architettura barocca, i mercati e i negozi con le vetrine a vista. Perdervi per le strade del quartiere è sicuramente un’esperienza da fare per capire meglio la quotidianità e l’anima di Napoli.
È qui che si trovano le pizzerie più note e conosciute, con le code fuori dai locali a ogni ora del giorno e bar che vendono Spritz a 1 Euro allietando così la lunga attesa. Noi siamo stati da Concettina ai tre Santi: abbiamo iniziato con una montanarina, per poi proseguire con una classica margherita e una pacchianella, con pomodoro San Marzano, pomodorini datterino, olive nere, capperi, alici e aglio. Che bontà!
Per il dolce siamo andati diretti alla Pasticceria Poppella, famosa per i suoi fiocchi di neve: uno al cioccolato e uno pistacchio. Buoni ma a nostro avviso un po’ sopravvalutati.

Capirete di essere arrivati nei Quartieri Spagnoli dalla confusione che si respira, dai motorini che sfrecciano in ogni direzione e dai Murales che decorano le facciate dei palazzi. Da non perdere quello di Maradona. È qui che si trova la Trattoria da Nennella: andate sul presto dal momento che non accettano prenotazioni. Non si può non ordinare la pasta provola e patate, le aspettative sono state più che soddisfatte. Dal menu molto economico è possibile scegliere un antipasto, un primo e un secondo.

Con una lunga passeggiata vista mare abbiamo proseguito fino a Posillipo con la famosa Spiaggia delle Monache. Palazzi coloratissimi a precipizio sul mare contraddistinguono il paesaggio. In bassa stagione ci si può sedere in riva al mare, farsi coccolare dal suono delle onde e staccare da tutto.
Sulla via del ritorno abbiamo fatto tappa da 50 Kalò, altra pizzeria must di Napoli, che ha aperto di recente anche a Roma. La scelta è ricaduta sulla classica margherita (che scegliamo per poter valutare la bontà della pizza) e “Gialla, provola e pepe” con pomodorini gialli del Piennolo, provola e pepe nero. Una delizia.
Noleggiando una bicicletta siamo volati alla Galleria Borbonica, dove avevamo prenotato il percorso avventura. Che assolutamente vi consigliamo!

Ritagliatevi un po’ di tempo per visitare il Chiostro di Santa Chiara: il biglietto si acquista facilmente e senza coda all’ingresso, non è necessaria la prenotazione.
Situato nel cuore del centro di Napoli, il Chiostro ha subito negli anni diverse ristrutturazioni. Entrando si rimane ammaliati dai pilastri ricoperti di maioliche, collegati tra loro da sedili sui quali sono rappresentate scene ispirate alla vita quotidiana dell’epoca.

Napoli è anche street food: noi abbiamo scelto Zia Ernestina Sorbillo per la pizza fritta. Non fatevi spaventare dalla coda, in un attimo si paga, si prende il biglietto e si scelgono gli ingredienti del ripieno. Abbiamo preso la pizza fritta al salame, con salame napoletano, ricotta e provola affumicata, pomodoro e pepe nero. Attenzione, crea dipendenza, infatti senza tanta vergogna abbiamo fatto il bis!
Da non perdere anche Sfogliatella Mary, in Galleria: fantastica la sfogliatella riccia, un vero e proprio godimento. Non da meno il babà, considerato da molti napoletani uno dei migliori.
Prima di partire per Roma abbiamo fatto anche una piccola scorta di zuccheri da Chalet Ciro e la sua mitica graffa fritta.

Abbiamo sentito dire che la pasta alla genovese dell’Osteria della Mattonella sia eccezionale: noi purtroppo stavolta ce lo siamo persa. Il locale è piccolo e bisogna assolutamente prenotare con anticipo!

Vi è piaciuto il nostro weekend a Napoli? Alla prossima avventura sul Blog di Viaggi Insoliti!

Franciacorta: vino e pizza

Oggi vi portiamo con noi alla scoperta della Franciacorta, per un weekend insolito all’insegna di degustazioni, passeggiate a cavallo e ottimo cibo.
Siamo tra Brescia e il Lago d’Iseo e si capisce subito di essere giunti a destinazione quando i vigneti diventano i protagonisti assoluti del panorama circostante, regalando subito una sensazione di benessere e di relax.

Questa volta ci siamo coccolati e abbiamo soggiornato presso il Relais L’Albereta, antica dimora neorinascimentale di fine Ottocento che sorge sulla collina Bellavista, circondata dall’omonimo vigneto. All’interno del parco che circonda la struttura principale è possibile fare una bella passeggiata di circa un’ora tra i vigneti, fino alla Cantina Bellavista. Non manca però anche lo spazio per il relax con la splendida piscina riscaldata interna ed esterna, la palestra, il bagno turco e la sauna. La colazione è servita in un’area molto panoramica dell’hotel, con scenografiche vetrate che offrono una vista impareggiabile del Lago d’Iseo.

Cosa fare un weekend in Franciacorta?

Degustazione presso la Cantina “La Manéga“, azienda agricola a conduzione familiare situata a Gussago.
Molto casualmente siamo capitati durante il weekend del Festival della Franciacorta, evento imperdibile che si svolge solitamente durante l’ultimo weekend di settembre, con apertura straordinaria di molte cantine, degustazioni di vino e picnic tra i vigneti.
La scelta su dove andare era, quindi, particolarmente ampia e abbiamo optato per una cantina meno conosciuta, La Manéga! Degustazione di tre vini Franciacorta: Satèn, Brut e Rosé accompagnati da un piatto di cacio e pepe e stracciatella e prosciutto. Cacio e pepe eccezionale, con lo zampino di un ristoratore romano trasferitosi a Brescia. La degustazione è terminata con la visita alla cantina e la descrizione dei metodi di affinamento. Impossibile andare via a mani vuote!

Cena a “La Filiale, l’evoluzione della pizza“: esperienza culinaria unica con le pizze di Franco Pepe in abbinamento ai vini della Franciacorta. Abbiamo scelto dal fuori menù la “Parmigiana”, con pomodoro San Marzano, fior di latte, scamorza affumicata e melanzane fritte e una più classica “Grana Pepe e Fantasia”, con crema di Grana Padano, scamorza affumicata e tuorlo d’uovo pastorizzato. Esperienza da consigliare, piccolo suggerimento: prenotate in anticipo per garantirvi un tavolo!

Passeggiata a cavallo: per gli amanti dei cavalli e della natura assolutamente consigliata è l’esperienza a cavallo organizzata dalle Scuderie Crazy Horse. In gruppi ristretti di persone si cavalcherà tra i vigneti più famosi passando ad esempio dal Bellavista a Ca’ del Bosco. Cavalli bellissimi, oltre alla guida molto esperta e goliardica, che ha fatto sicuramente la differenza rendendo questa uscita indimenticabile.

Monte Isola: abbiamo scelto di partire da Sulzano e con il battello ci siamo diretti a Peschiera Maraglio: il tragitto dura una manciata di minuti e in un battere di ciglia si è già a destinazione. Appena attraccati sull’isola, il consiglio è di andare diretti al negozio di noleggio biciclette e, a bordo della vostra bici, godersi la bellezza e il senso di pace che l’isola vi regala. Il giro è di circa 9 km, si può fare anche a piedi, ma in bici è decisamente più divertente. Per gli amanti del trekking da non perdere è la camminata al Santuario della Madonna della Ceriola, della durata di circa un’ora. Da lassù avrete una vista mozzafiato sul Lago d’Iseo.
Per gratificare anche il palato vi consigliamo L’Isola dei Sapori, splendido negozio a conduzione familiare dove è possibile degustare i prodotti tipici del posto. Degno di nota il pesce, pescato e lavorato dai proprietari dell’attività accompagnato da polenta abbrustolita: si tratta di agone di lago che dopo un lungo processo di essiccazione sotto sale viene abbrustolito e servito con polenta.
Questo negozio offre anche la possibilità di portarsi a casa dei bei ricordi culinari.

Osteria del Gallo: siamo nel cuore di Rovato e la trattoria propone i piatti tipici della cucina e della tradizione bresciana. Sublime il risotto fichi e crema di taleggio, così come i casoncelli con burro fuso, Grana Padano e salvia. Indimenticabile il coniglio alla bresciana con patate al forno e polenta. Abbiamo concluso in bellezza con una morbidissima torta al cioccolato senza farina.

Pasticceria Piccinelli dal 1862, Gussago: come dicono loro stessi, “un’alchimia segreta di esperienza, bellezza ma soprattutto di gusto”. Si rimane subito ammaliati dalla vetrina espositiva e la scelta risulta piuttosto ardua. Lasciatevi guidare dal vostro istinto e dal vostro gusto, accomodatevi nel piacevole giardino esterno e rimarrete sicuramente soddisfatti.

Un weekend in Franciacorta tra vino e pizza è un ottimo modo per staccare la spina e ricaricare le batterie, tra cantine, degustazioni e ottimo cibo.
Alla prossima avventura di Viagginsoliti!

Un giorno a Firenze


Un giorno a Firenze
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In viaggio tra la Liguria e Roma, abbiamo deciso di rendere più piacevoli le ore di viaggio, facendo una pausa a metà strada e fermandoci in Toscana.

Abbiamo trascorso un giorno a Firenze, la culla del Rinascimento e siamo andati alla ricerca della fiorentina perfetta. Quindi, se siete di passaggio nel capoluogo toscano, ecco le osterie assolutamente da provare. Piccolo consiglio: arrivate belli affamati perché ne vale la pena.
Per lasciare la macchina vi consigliamo il Parcheggio sotterraneo di Porta al Prato, funziona anche col Telepass, comodo per le manovre, ha un prezzo giusto e dista una decina di minuti a piedi dal Centro Storico e dai ristoranti che vi suggeriamo.

ANTICO RISTORO DI CAMBI

Appena si varca la soglia d’ingresso dell’Antico Ristoro Di Cambi si viene inebriati dal profumo di bistecca e si rimane ammaliati dai prosciutti appesi alle pareti del locale. Il menu è ampio, con tutti i piatti tipici della cucina toscana, dai salumi ai formaggi, alla ribollita e alla pappa al pomodoro, fino alla classica fiorentina. Con le idee chiare abbiamo subito adocchiato le bistecche che giravano tra i tavoli. Siamo partiti con un antipasto: finocchiona e carciofi sott’olio. O-T-T-I-M-A! Abbiamo quindi proseguito con la fiorentina, 1,2 kg di godimento accompagnata da una porzione di patate arrosto, e un bicchiere di chianti. Per concludere con l’immancabile tiramisù!
Ottimo rapporto qualità/prezzo. Fiorentina: Euro 45,00 al kg.

OSTERIA ANTICA MESCITA SAN NICCOLÒ

Se volete un pò di “caciara”, siete decisamente nel posto giusto. L’atmosfera che si vive all’interno del locale è decisamente divertente, con camerieri che discutono tra loro e non se le mandano a dire, coinvolgendo allegramente anche i presenti nelle loro discussioni e facendoti sentire parte della famiglia. Menù tipico toscano, anche qui non può mancare l’irresistibile fiorentina. Solitamente per due persone pesa circa 1 kg/ 1,2 kg: viene mostrata al tavolo cruda e quindi portata cotta poco dopo.
La carne è sublime, cotta al punto giusto, grigliata fuori e bella rossa dentro. Viene servita con un pizzico di sale grosso di accompagnamento. Il classico bicchiere di Chianti completa l’esperienza sensoriale. Immancabile il dolce finale, una torta caprese consigliata dall’oste.
Fiorentina: Euro 40,00 al Kg.

Rimani in contatto con noi, seguici sui nostri social e torna a visitare spesso questo articolo, lo aggiorneremo spesso con le nostre “mangiate” fiorentine!
Alla prossima avventura del Blog Viaggi Insoliti!

Gita fuori porta a Calizzano


Gita fuori porta a Calizzano
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Siamo in Liguria e quindi abbiamo deciso di organizzare una gita fuori porta a Calizzano. Per chi non lo conoscesse, Calizzano è un piccolo comune dell’entroterra ligure, delizioso in inverno poiché, data l’altitudine e le nevicate frequenti, l’atmosfera sembra sempre quella tipica del Natale. In estate poi diventa un’ottima destinazione per chi vuole fuggire dal caldo e dalla folla dei turisti al mare. Il borgo è molto caratteristico, con il suo carruggio che rappresenta il centro del paese.

Il nostro posto preferito? Da ‘Msé Tutta, una piccola osteria proprio nel carruggio di Calizzano. Se volete andare di domenica, vi suggeriamo di prenotare con anticipo: i pranzi della domenica vanno a ruba, ed è per questo che abbiamo deciso di andarci di sabato. Nel weekend, sabato e domenica, è possibile scegliere tra il menù à la carte o la degustazione, che riassume in quantità ridotte i piatti presentati nel menù classico, mentre durante la settimana non è prevista la degustazione.

Ovviamente, incuriositi da tutti i piatti ma non potendoli ordinare tutti, abbiamo deciso di fare un viaggio culinario con il menù degustazione.
Pronti partenza e via con gli antipasti! Per prima cosa ci hanno portato il classico antipasto offerto dalla casa: una fettina di torta salata con la zucca, per stimolare le nostre papille gustative. Poi il vero tour degli antipasti: per primo vitello con salsa tonnata e lingua con salsa verde. Non siamo amanti della lingua, ma il vitello tonnato era super! Quindi “orto d’inverno con salsa alla toma: due tortini soufflé, di cui uno al cavolfiore con crema di toma. Abbiamo proseguito con un carpaccio di baccalà tiepido, carciofi e aioli: la sapidità del baccalà combacia perfettamente col carciofo crudo. È stato poi il turno della passatine di cipolle, pan barbariò (abbiamo chiesto, è pane di segale) e porcini secchi.

Quindi siamo passati ai primi: semplicemente deliziosa la polenta dei tecci con la toma. La toma è di produttori locali, “Benedetti” di Upega, ai quali i nostri amici di ‘Mse Tutta si affidano spesso. Data la bontà dei formaggi sarà nostra premura andarli presto a visitare e, ovviamente, fare scorta di formaggi! Il secondo primo è stato un piatto di raviolini minion alla maggiorana. Il secondo richiama immediatamente la tradizione ligure: ovvero il tradizionale coniglio ripieno, su un letto di patate al latte.

Per quanto riguarda il dolce, è possibile scegliere tra quelli proposti nel menù: abbiamo scelto una torta al cioccolato con ricotta e frutto della passione.
E poi, per finire, gli amanti della moka saranno felici del caffè!
Il prezzo del menù degustazione è di 35 euro a persona.

Vi parleremo presto di nuovo di Calizzano, ci sono ancora tante cose da scoprire da queste parti.
Alla prossima avventura del Blog Viaggi Insoliti!

Madonna di Campiglio, 2022

Dopo un anno di blocco forzato e di impianti chiusi, partiamo per la tanto attesa settimana bianca a Madonna di Campiglio, siamo nel 2022!

Paradiso dello sciatore, il comprensorio di Madonna di Campiglio, permette di raggiungere sci ai piedi anche le località di Folgarida, Marilleva e Pinzolo. Quest’anno è stato necessario comprare lo skipass online e abbinare ogni giorno attraverso un’apposita app il proprio Green Pass con il biglietto settimanale.
L’operazione da ripetere ogni mattina si è svolta velocemente e senza intoppi anche se le ripetitività dovuta al divieto di conservare dati sensibili l’ha resa un po’ noiosa.
Da appassionati di cibo quali siamo, stavolta vogliamo proporre l’angolo dei consigli su dove mangiare a Madonna di Campiglio!

Malga Vigo

Abbiamo raggiunto la malga in motoslitta, sfrecciando a tutta velocità sulla neve: esperienza a dir poco fantastica. Si parte da un parcheggio nel bosco appena dopo il Residence Rio Falzè.
La sala è in stile moderno, vetrate che incontrano il legno e la pietra locale. Cena a dir poco sublime. Il menù fisso varia periodicamente in base all’estro dello chef. L’antipasto richiama subito la tradizione montana: uovo, pancetta, puzzone di Moena su un letto di purea di patate. Quindi l’orzotto accompagnato da broccoli e cavoli. Non ci sono parole per descrivere la bontà del maialino avvolto nello speck con contorno di patate croccanti. Ce lo sogniamo ancora adesso. Per concludere un delizioso tiramisù al panettone.
Molta cura nella presentazione dei piatti e sapori eccezionali!

Rifugio Nambino

L’unico modo per raggiungere il Rifugio Nambino è attraverso una passeggiata nel bosco. Camminata avventurosa, all’ora di cena, tra salite, discese e lastre di ghiaccio, ma una volta raggiunta la destinazione si rimane decisamente senza parole. Sembra di essere proiettati in una favola della Disney.
Si può scegliere tra un menù a base di carne e uno a base di pesce: stavolta la carne ha avuto la meglio. Quindi abbiamo iniziato con un carpaccio di cervo lavorato dai padroni di casa con quenelle di cavolo per proseguire poi con un risotto ai funghi con cialda al parmigiano. È stata poi la volta del coniglio ripieno accompagnato da patate al forno. Infine abbiamo scelto un tiramisù e un assaggio di semifreddi.

Chalet Fiat

Forse il più conosciuto dei rifugi da queste parti, molto comodo e quindi raggiunto sia da sciatori sia da molti senza sci vista la facilità di prendere la cabinovia Spinale direttamente dal centro di Campiglio, zona Laghetto per intenderci. Il chioschetto esterno è perfetto per una tappa rapida e veloce: si può scegliere tra panini, hamburger o hot dog, comporre i propri panini con ingredienti e salse a piacimento. Panino con salsiccette locali e crauti, da leccarsi i baffi, e ottime anche le patatine fritte!
Lo Chalet Fiat è ottimo anche per iniziare la giornata. Le colazioni sono a dir poco fantastiche! Abbiamo preso una fetta di Sacher torte e una torta con cioccolato e lamponi. Fette enormi che danno il pieno di energia per affrontare una giornata di sci.

Ristorante Pizzeria Le Roi

Punto fermo di Madonna di Campiglio, con una conduzione impeccabile da oltre 10 anni. Ottimo sia per la pizza che per i piatti tipici, e quindi chi siamo noi per non dedicare almeno una serata alla tradizione trentina e una alla pizza? Incuriositi dal menù del giorno abbiamo iniziato con la pizza “Strudel”, farcita con radicchio, fontina e salsiccia trentina, e all’esterno pomodoro, scamorza, grana e una burrata ad accompagnare il piatto. Della serie, chi ben comincia… Abbiamo proseguito con un piatto unico a base di polenta, formaggio locale alla piastra, funghi porcini e finferli. Invece durante la serata pizza abbiamo optato per la pizza speck e brie: ottima. Non poteva mancare la famosa torta meringata con cioccolato caldo fuso.

Rifugio 5 Laghi

Ottima sosta durante la giornata sugli sci, in questo rifugio dalla vista impareggiabile. Facile da raggiungere anche per chi non scia utilizzando la moderna cabinovia 5 Laghi con partenza proprio dal centro di Madonna di Campiglio. Arrivare qui in una giornata di sole significa che avrete molta difficoltà a riprendere l’attività sugli sci, sarà molto difficile allontanarsi dal sole di questo rifugio. Per lo stesso motivo lo consigliamo anche in estate. Qui abbiamo assaggiato un panino di pane di segale e finocchietto con prosciutto speck e formaggio locale di malga, come dolce un cestino di pasta sfoglia ripieno di mele, pinoli, marmellata e uvetta.

Rifugio Stoppani

Ci vuole un po’ per raggiungere il Rifugio Stoppani con la cabinovia Grostè, bisogna rimanere in cabina oltre la fermata intermedia del Rifugio Boch, ma fidatevi, ne vale la pena!
Si è proprio sul cucuzzolo della montagna! Panini farciti, hot dog, piadine, ma anche ristorante self service. Ce n’è per tutti i gusti. La focaccia farcita con prosciutto, formaggio, pomodori, insalata e maionese è decisamente top. Non abbiamo resistito alla Linzer Torte, la tipica torta austriaca a base di mandorle ricoperta di marmellata di lampone, accompagnata da panna fresca. Immancabile il bombardino, la giusta carica per la sciata pomeridiana.

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Ristorante Giano, Roma


Ristorante Giano, Roma
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Il settore della ristorazione romana si arricchisce di una nuova perla: Giano.
Siamo in Via Liguria, una delle traverse della famosa via Veneto, nel quartiere Ludovisi.
Si rimane subito ammaliati dalla bellezza di questi due edifici recuperati e trasformati nell’hotel W di cui Giano è il ristorante. L’hotel è in stile moderno, lussuoso ma informale con divani di velluto dai colori tenui, che variano dal rosa pastello al verde. C’è un tocco d’innovazione e di originalità anche nelle divise del personale, ve ne accorgerete.
Giano porta a Roma la cucina del celebre chef siciliano Ciccio Sultano, del ristorante Duomo di Ragusa. La pasticceria del ristorante è siglata da Fabrizio Fiorani, noto pastry chef romano, che ha anche un angolo tutto suo, dedicato alle sue creazioni, Zucchero by Fabrizio Fiorani.
Possiamo scommettere che presto ne sentirete parlare ampiamente!

Menù ampio in grado di soddisfare ogni tipo di palato con piatti a base di carne e di pesce: per la nostra prima visita abbiamo scelto il pesce. L’antipasto è stato un carpaccio di cernia bianca presentato su un letto di verdure croccanti. Abbinamento semplicemente perfetto. Il gusto delicato del pesce, l’amaro della rucola selvatica e di altre insalate, condite con una leggerissima salsa dello chef. Ad accompagnare, come gentile omaggio, bottoncini di pane e panelle e mini arancini con riso allo zafferano e ragú di carne.

Proseguiamo con due primi piatti che richiamano la tradizione Siciliana: “pasta sarde”, un piatto di spaghettoni con sarde, pinoli, uvetta, finocchio e zafferano. Un’opera d’arte per gli occhi e una bontà per il palato. Un mix di gusti delicati, impossibile resistere alla scarpetta! Deliziosi anche gli “spaghetti Taratata”, spaghettoni con bottarga di tonno, limone e carpaccio di cernia. Il gusto delicato del pesce accompagnato dal profumo e dalla persistenza del limone, un delizioso e indefinito croccante di pan grattato o bottarga dal sapore acuto, un pizzicore quasi frizzante. La ceramica dei piatti rimanda direttamente alla bellissima Sicilia, con i suoi caldi colori tipici. Ci sono tutti i richiami cromatici che riportano ai preziosi ingredienti di questa terra come il mare, gli agrumi, le conchiglie.

È arrivato poi il momento tanto atteso, quello dei dolci di Fabrizio Fiorani, pastry chef che abbiamo avuto il piacere di conoscere a Tokyo, nel ristorante Bulgari di Ginza. Quando abbiamo sentito dell’apertura di Giano e di Zucchero by Fabrizio Fiorani, grazioso spazio dedicato esclusivamente al pastry chef, un sogno è diventato realtà: avere la possibilità di degustare le sue creazioni senza volare dall’altra parte del mondo. Ci siamo affidati al suo estro e all’effetto sorpresa. Olio, grano e sale con quenelle al caramello salato semplicemente sublime. Olio e caramello salato si abbinano alla perfezione: siamo rimasti definitivamente senza parole. Cannolo siciliano con quenelle di sorbetto alla mandorla e sciroppo di fico d’india. E poi è arrivo lui, uno dei dolci caratteristici, quasi un marchio di fabbrica, di Fiorani: il tiramisù. Occhiali di biscotto e finissimo cioccolato accompagnati da una semisfera in vetro ripiena di crema di mascarpone e biscotto con caffè. Abbiamo concluso con “Falsi d’autore”: lamponi, mandorle e arachidi che sembrano veri frutti ma sono in realtà dei divini cremini di cioccolato.
L’invito più frequente dello chef, “Buon Divertimento”, è lo stato d’animo ideale per approcciare i suoi piatti e godersi a pieno i suoi dolci, non semplicemente irresistibili ma anche spassosi da mangiare.
Andate, provate e diffondete il verbo!

Ci vediamo alla prossima avventura del Blog Viaggi Insoliti!

Una novità a Roma: Gastromario!


Una novità a Roma: Gastromario!
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Sembra che non faccia altro che piovere in questi giorni a Roma. Quando il tempo è così freddo e noioso, cosa c’è di meglio di un bel pranzetto per tirarsi su il morale e per gratificarsi un po’?

Abbiamo deciso di provare questa piacevole novità nel panorama della ristorazione romana di qualità. Gastromario!

Nel curatissimo locale di via Voghera all’angolo con la graziosa via Foligno, nelle vicinanze di Via La Spezia, la zona di Piazza Re di Roma si arricchisce di una piccola gemma. I colori pastello dal verde tenue al rosa caratterizzano l’arredamento chic di questo locale.

Tre giovani imprenditori provenienti tutti dalla ristorazione di alto livello hanno deciso di mettersi in proprio. Occupandosi ciascuno di un aspetto diverso, hanno unito le forze per creare la perfetta combinazione: una pasticciera, un cuoco e un sommelier. Il risultato è grandioso!

Questo bistrot aperto dalla mattina alla sera offre infinite combinazioni per soddisfare i vostri desideri. Dalla colazione con gustosi croissant e ricercata pasticceria, al pranzo con i suoi piatti creativi, alla merenda con infusi e golose torte e per finire alla raffinata cena. Oltre al locale, anche il grazioso spazio esterno che tanto ha avuto successo nella scorsa stagione romana, è sempre pronto ad accogliere gli ospiti meno freddolosi quando il tempo lo permette.

Noi ci siamo passati per un pranzo. Dal menu si può scegliere tra tre antipasti, tre primi e tre secondi. Ogni partita ha una proposta di carne, una di pesce e una vegetariana. Da golosi di formaggi, siamo stati subito incuriositi dal cavolo viola, blue di bufala e zafferano. Un piatto che sembra un’opera d’arte e che ha deliziato i nostri palati: il contrasto tra cavolo nero e la fonduta di formaggio blue crea un’armonia di sapori indescrivibile.

Abbiamo proseguito con tagliolini burro, alici e cavolo nero e fettuccine e ragù bianco alle tre carni. Le alici ben si accompagnano al sapore del cavolo, l’impiattamento è perfetto, la combinazione dei colori unica e il gusto vi lascerà entusiasti. Impossibile resistere e non fare la scarpetta. Gradito omaggio dello Chef Francesco D’Agostino il delizioso coniglio ripieno dei suoi fegatini su un letto di lenticchie.

Per finire dal banco dei dolci della Pastry Chef Valentina De Caro abbiamo provato una sfera Rocher al cuore di lime, un bignè al caramello da mangiare rigorosamente con le mani e una tartelletta con crema di arachidi salati e cioccolato, il tutto accompagnato da un ottimo espresso doppio in tazza grande, la scelta perfetta per concludere il pasto.

Decisamente un’esperienza positiva che non vediamo l’ora di ripetere. L’ambiente è caldo ed accogliente e nulla è lasciato al caso. Ci siamo sentiti accolti e coccolati dal Sommelier Simone Romano dalla scelta del vino in abbinamento fino al caffè e non vediamo l’ora di tornare da Gastromario per provare altri piatti!

Volete altre idee? Non perdete il nostro viaggio tra le Osterie romane e, se volete stare comodamente seduti sul vostro divano, qualche consiglio di delivery!
Ci vediamo alla prossima scoperta del Blog Viaggi Insoliti!

Due giorni ad Aosta


DUE GIORNI AD AOSTA
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Era da tempo che non preparavamo le valigie e quindi, con l’idea di goderci un po’ di meritato relax. Eravamo già stati in Valle d’Aosta e questa volta abbiamo deciso di trascorrere due giorni ad Aosta!

Arrivati all’ora di pranzo, abbiamo dato inizio al nostro tour culinario.

Prima tappa: la Taverna di Gargantua, a Gressan, piccolo comune a pochi chilometri dal capoluogo.
Il primo impatto ha confermato l’idea che ci eravamo fatti leggendo qualche recensione: una piccola trattoria, a gestione famigliare, con piatti tipici della Valle D’Aosta. La nostra scelta è ricaduta su crostini con caprino, composta di fichi e pancetta, come antipasto, accompagnato da un bicchiere di rosso consigliatoci dalla padrona di casa. Abbiamo proseguito con caserecci con fonduta e cannella e strangolapreti con burro fuso, salvia e abbondante parmigiano. Incuriositi dai racconti della proprietaria sulla preparazione del dolce alla castagna, non abbiamo resistito e abbiamo ordinato un montblanc e un tiramisù. Che dire, correte a provarli! Ottimo inizio per i nostri due giorni ad Aosta!

Ci siamo diretti quindi ad Aosta, per visitare il centro storico. Non può mancare una visita al Teatro Romano, sfondo fra le altre cose di tante vicende del nostro amato Rocco Schiavone, la fortunata fiction di Raidue girata proprio in questa città. A seguire una passeggiata per le vie principali che sono pedonalizzate e che si intersecano ricalcando gli originali cardo e decumano romani, fino all’Arco di Augusto. La piccola città di circa 30mila abitanti si gira facilmente a piedi e in autonomia ma se preferite c’è un ottimo Ufficio del Turismo all’interno della Porta Pretoria e vengono organizzate delle visite guidate, con partenza alle 10:00, ogni Sabato e Domenica.

La nostra seconda tappa culinaria è stata La Bottegaccia, enoteca e fromagerie nel centro di Aosta. La cantina è ben fornita: ci siamo affidati ai consigli dell’oste e abbiamo optato per una bottiglia di Torrette Superiore (cantina Les Crêtes) e una selezione di formaggi valdostani: non potevano mancare tra le proposte del tagliere il bleu d’Aoste e la fontina. Abbiamo proseguito con polenta accompagnata sempre da formaggi valdostani. Per concludere in bellezza non poteva mancare un dolcetto, la crostata di arance con panna montata.

La mattina del secondo giorno, dopo una fantastica colazione in camera, ci siamo diretti, grazie al cammino Balteo da Chervansod, al Castello di Fènis. È una comoda passeggiata quasi tutta pianeggiante di 4 ore, attraverso boschi e qualche breve tratto di strada asfaltata. Si attraversano tanti piccoli paesini e si possono incontrare molti animali da stalla come mucche e cavalli. L’imponente Castello di Fènis vi indicherà l’arrivo già qualche chilometro prima della destinazione. Qui sarà possibile visitare il castello all’interno con una visita guidata molto ben organizzata. Gli ambienti sono spartani ma non mancano coloratissimi affreschi che abbelliscono il cortile interno. Dal Castello è possibile camminare con una comoda pista ciclopedonale fino alla stazione ferroviaria di Nus in circa 40 minuti. Da qui vi consigliamo il treno per Aosta: potete comodamente controllare gli orari sull’app Trenitalia. Attenzione che i treni non sono frequentissimi a tutte le ore.

Per cena abbiamo scelto l’Osteria da Nando, che si trova sul corso principale di Aosta. Il menu digitale è ricco di proposte, dai piatti tipici della tradizione valdostana a quelli più originali e innovativi.
Abbiamo rispettato la tradizione iniziando con delle crêpes alla valdostana, ripiene di Jambon de Saint-Oyen cotto alla brace e Fontina, per continuare con una fonduta con crema di Fontina servita calda con crostini di pane nero e polenta di granoturco integrale. Non contenti, abbiamo proseguito con un tagliere di formaggi di latte caprino, accompagnato da un pan brioche e marmellata di melone. Per concludere in bellezza abbiamo preso un crumble al cioccolato fondente con gelato alla vaniglia e ganache al cioccolato piccante. Il tutto accompagnato da una bottiglia di rosso, Torrette Superiore.

Terzo giorno, dopo una nuova sontuosa colazione in camera è poi giunto il momento di lasciare il nostro B&B.
Anche per l’ultima passeggiata ad Aosta, abbiamo utilizzato il comodissimo parcheggio nelle vicinanze della stazione: attraverso il sottopassaggio della ferrovia è possibile raggiungere comodamente il centro città. Abbiamo visitato la Cattedrale e il Criptoportico forense (che è compreso nel biglietto cumulativo insieme alla Collegiata di Sant’Orso, al Teatro Romano e all’area megalitica di Saint Martin).

Prima di partire siamo stati all’Erbavoglio, una piccola boutique di formaggi che ha fatto rivivere una delle storiche latterie del centro di Aosta. Il profumo di formaggio ci ha accolto non appena abbiamo varcato la porta di ingresso. Nella cella sotterranea di affinamento, utilizzata già dal 1937, tome, forme di fontina, formaggi svizzeri e francesi sono a stagionare, grazie alle cure del bottegaio. C’è l’imbarazzo della scelta!
Il nostro bottino è stato del Bleu d’Aoste, una robiola di capra e un altro erborinato di capra che ci è stato consigliato dalla ragazza molto preparata che ci ha ospitato in questa visita. Appena finita la scorta di formaggi proveremo il loro shop online.
Una particolarità: nel loro negozio è presente una vecchia colonna del palazzo che era situato a piazza Chanoux prima che venisse costruito il Municipio.


Un ultimo consiglio: da non perdere la Pasticceria Giorgi, in via Sant’Anselmo, in prossimità dell’Arco di Augusto: la vetrina è ricca di prodotti tipici. Non abbiamo resistito e abbiamo ceduto alla Torta Aosta, con mele flambé, noci e cannella.

Se siete arrivati a leggere fin qui, meritate un premio! In questi giorni ad Aosta la nostra base è stata presso il B&B Éve a Charvensod. Una camera bellissima in un edificio tipico di montagna ma ristrutturato in maniera molto moderna. La vera chicca, oltre alla gentilezza dei proprietari di casa, è la mini piscina in camera, completa di idromassaggio e cascata d’acqua. Le colazioni sono eccezionali, con prodotti a km zero, e si può scegliere tra quella dolce e quella salata.

Ci vediamo presto con la prossima avventura del Blog Viaggi Insoliti!

Un viaggio tra le osterie romane


Un viaggio tra le osterie romane
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Siamo stati un po’ latitanti in questo ultimo periodo, ma abbiamo continuato a “viaggiare” in un modo differente: il nostro viaggio è stato alla scoperta delle trattorie di Roma. Un giro tra le osterie romane dallo stile che strizza l’occhio alla modernità, con staff giovane ma dalle idee chiare e la voglia di lasciare il segno ogni giorno.

Menabò vino e cucina

Il nostro punto di partenza è stato Menabó Vino e Cucina a Centocelle. Pochi fronzoli e tanta schiettezza: così si descrivono sulla loro pagina Facebook i due fratelli padroni di casa, uno cuoco e l’altro oste. Appena si entra si rimane colpiti dal bancone e dall’esposizione delle bottiglie di vino: siamo stati fortunati, durante il nostro passaggio era in pieno svolgimento uno shooting fotografico e siamo rimasti ammaliati dai calici di vino e dalle tonalità di tutti quei colori.
L’inizio è stato memorabile: focaccia genovese con cime di rapa alla ‘nduja e stracciatella, che ci ha subito riportato in Liguria, ma sempre con un tocco di romanità. La scelta del piatto principale è stata assai ardua: avremmo ordinato tutti i piatti proposti ma alla fine abbiamo optato per i fusilloni alla gricia, con uva e mosto – assaporando una rivisitazione della cucina romana – e una zuppa di ceci, funghi cardoncelli e castagne, un mix di sapori che si combinava alla perfezione. Il tutto accompagnato da due calici di vino rosso, che ci sono stati consigliati dal mitico Daniele.
Ci siamo voluti viziare e, come dessert, abbiamo optato per la torta di mele accompagnata da caramello salato e il tiramisù, con la sua crema deliziosa.

180g Pizzeria Romana

Il nostro viaggio è continuato per le vie di Centocelle e ci ha portato fino a 180g Pizzeria Romana, che non è una semplice pizzeria, è un ristorante sfiziosissimo su base pizza. Tra i pezzi forti, il suppli al telefono e il sampietrino cacio e pepe. Una volta iniziato con queste due prelibatezze si può continuare con la pizza! Ed ecco a voi sua Maestà, la pizza alla carbonara con tartufo e la pizza con pomodoro, stracciatella di burrata, alici di Sciacca, origano e olio evo. Ovviamente anche con il dolce si chiude in bellezza, il pezzo forte è lei: la bomba, e che bomba! Un fritto soffice come una nuvola e un’esplosione di crema che non è mai abbastanza!

Barred

Abbiamo quindi deciso di avventurarci in zona San Giovanni, destinazione Barred. Questo gioiellino si contraddistingue per la cucina romana tradizionale con un tocco di originalità ultramoderno. Il locale è gestito da ragazzi giovani, caratteristica che si nota immediatamente sia dall’arreda-mento del locale che dal menù.
Proprio il menù è una lista di ingredienti che si amalgamano in piena sintonia tra di loro. Da non perdere le proposte del giorno indicate sulla lavagnetta: ad attirare subito la nostra attenzione sono stati il “pork belly e harissa” da una parte e “lenticchie, mandorle e zucca” dall’altra. A seguire spaghettoni, carciofi e pecorino e non poteva mancare, ça va sans dire, il dolce. Bisogna ammettere che, anche sbirciando dal tavolo dei vicini, la scelta è stata molto combattuta, ma alla fine ha avuto la meglio cannelés di Bordeaux, caramello e gelato di arachidi.

Trattoria Pennestri

Il nostro viaggio ha come destinazione finale il quartiere Ostiense e, nello specifico, la Trattoria Pennestri. Appena entrati lo sguardo è caduto immediatamente sull’esposizione di bottiglie di vino: ce n’è per tutti i gusti e verrete poi accompagnati nella scelta da Valeria.
Siamo stati accolti da un antipasto di benvenuto che ci ha incanalato in questo percorso culinario.
Semplicemente sublime è stato l’antipasto: panunto e zucca arrosto, fichi secchi e blu di capra. Abbiamo proseguito con due piatti della tradizione romana con un tocco di modernità: pappardelle al ragù di cavallo e gnocchi alla romana. In ogni portata non passa inosservato il tocco di professionalità dello chef che sottolinea la genuinità di tutti gli ingredienti utilizzati.
Strano ma vero, abbiamo saltato il dolce.
Motivo? Essendo in zona abbiamo optato per una fetta di panettone da Casa Manfredi!

Il viaggio tra le osterie non finisce qui! A presto con le nostre nuove scoperte.

Delivery a Roma: tra punti fermi e novità


Delivery a Roma: tra punti fermi e novità
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Smartphone in mano, app aperte e inizia la complicata ricerca:
quale delivery a Roma scegliere? Cucina romana, hamburger, pizza?
Troppa indecisione ed è cosi che abbiamo deciso di provare qualche ristorante di Roma, dal vivo!

Prima tappa: Santo Palato in Piazza Tarquinia a Roma.
Si riconosce subito lo stile della classica trattoria romana, con stampe dalla grafica originale e futurista appese alle pareti che ricordano il mondo della ristorazione. Fantastico trovare i vecchi tavoli in marmo! In aggiunta al classico menù si aggiunge la proposta del giorno che si legge sulla lavagna in sala.
Partiamo subito da una bruschetta con pomodoro del piennolo e formaggio di capra: semplicemente deliziosa, al contatto con il palato si assapora un gusto unico e sconvolgente, una vera goduria per le nostre papille gustative. Come primi ci siamo buttati su un classico della cucina romana: rigatoni all’amatriciana e su una ricetta della nonna arricchita con un tocco modaiolo: spaghettoni burro alici e… tartufo! Abbiamo continuato con i friggitelli alla scapece e, quindi, concluso con il dolce, una rivisitazione del classico maritozzo romano, ovvero brioche con farina di grano arso e pepe vanigliato ripieno di panna. Santo Palato offre un menu specifico per il delivery che vi mostriamo qui sotto nelle foto.

Seconda tappa: quando la voglia di hamburger si fa sentire è difficile resistere. The Butcher Shop, in zona Piazza Bologna, è stata la nostra scelta. La particolarità qui è la possibilità di creare il proprio hamburger scegliendo ogni singolo ingrediente o affidandosi ai consigli dello chef: abbiamo deciso il peso e il tipo della carne, il pane quindi le salse e i condimenti: ovviamente abbiamo rispettato la tradizione e creato il nostro bacon cheeseburger. Con aggiunta di patatine fritte, classiche e sfogliate. E’ possibile sedersi al tavolo fino alle 18:00, in questo locale caratteristico con mattoncini a vista o ordinare per asporto e delivery.

Terza tappa: abbiamo ceduto nuovamente alla cucina greca!
Durante il primo lockdown con il servizio delivery, abbiamo scoperto Grekos, questa volta lo abbiamo provato sul posto. Entrati nel locale siamo stati subito catapultati in Grecia. Abbiamo mantenuto la tradizione, ordinando polpette di zucchina e feta, per poi lanciarci sulla nostra adorata pita Grekos (da mangiare assolutamente con le mani per assaporare meglio la totalità degli ingredienti). Immancabile lo yogurt greco per concludere in bellezza.

Non poteva mancare un’ultima “tappa” in Giappone. Da amanti del ramen siamo andati da MaMa-Ya in via Ostiense. Inquadrando il QR code si accede al menù. Senza molti dubbi abbiamo ordinato i ravioli gyoza ripieni di verdure di stagione, zucca questa volta, e un batuniko china pan, ovvero un panino al vapore con stracotto di maiale glassato, zenzero e daikon marinati per poi goderci a pieno il nostro amato ramen vegetariano. Da MaMa-Ya sono organizzati per il servizio da asporto, per chi volesse assaporare la tradizione giapponese a casa.

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