Una novità a Roma: Gastromario!

Sembra che non faccia altro che piovere in questi giorni a Roma. Quando il tempo è così freddo e noioso, cosa c’è di meglio di un bel pranzetto per tirarsi su il morale e per gratificarsi un po’?

Abbiamo deciso di provare questa piacevole novità nel panorama della ristorazione romana di qualità. Gastromario!

Nel curatissimo locale di via Voghera all’angolo con la graziosa via Foligno, nelle vicinanze di Via La Spezia, la zona di Piazza Re di Roma si arricchisce di una piccola gemma. I colori pastello dal verde tenue al rosa caratterizzano l’arredamento chic di questo locale.

Tre giovani imprenditori provenienti tutti dalla ristorazione di alto livello hanno deciso di mettersi in proprio. Occupandosi ciascuno di un aspetto diverso, hanno unito le forze per creare la perfetta combinazione: una pasticciera, un cuoco e un sommelier. Il risultato è grandioso!

Questo bistrot aperto dalla mattina alla sera offre infinite combinazioni per soddisfare i vostri desideri. Dalla colazione con gustosi croissant e ricercata pasticceria, al pranzo con i suoi piatti creativi, alla merenda con infusi e golose torte e per finire alla raffinata cena. Oltre al locale, anche il grazioso spazio esterno che tanto ha avuto successo nella scorsa stagione romana, è sempre pronto ad accogliere gli ospiti meno freddolosi quando il tempo lo permette.

Noi ci siamo passati per un pranzo. Dal menu si può scegliere tra tre antipasti, tre primi e tre secondi. Ogni partita ha una proposta di carne, una di pesce e una vegetariana. Da golosi di formaggi, siamo stati subito incuriositi dal cavolo viola, blue di bufala e zafferano. Un piatto che sembra un’opera d’arte e che ha deliziato i nostri palati: il contrasto tra cavolo nero e la fonduta di formaggio blue crea un’armonia di sapori indescrivibile.

Abbiamo proseguito con tagliolini burro, alici e cavolo nero e fettuccine e ragù bianco alle tre carni. Le alici ben si accompagnano al sapore del cavolo, l’impiattamento è perfetto, la combinazione dei colori unica e il gusto vi lascerà entusiasti. Impossibile resistere e non fare la scarpetta. Gradito omaggio dello Chef Francesco D’Agostino il delizioso coniglio ripieno dei suoi fegatini su un letto di lenticchie.

Per finire dal banco dei dolci della Pastry Chef Valentina De Caro abbiamo provato una sfera Rocher al cuore di lime, un bignè al caramello da mangiare rigorosamente con le mani e una tartelletta con crema di arachidi salati e cioccolato, il tutto accompagnato da un ottimo espresso doppio in tazza grande, la scelta perfetta per concludere il pasto.

Decisamente un’esperienza positiva che non vediamo l’ora di ripetere. L’ambiente è caldo ed accogliente e nulla è lasciato al caso. Ci siamo sentiti accolti e coccolati dal Sommelier Simone Romano dalla scelta del vino in abbinamento fino al caffè e non vediamo l’ora di tornare da Gastromario per provare altri piatti!

Alla prossima scoperta del Blog Viaggi Insoliti! Da non perdere le altre idee tra le Osterie romane e, se volete stare comodamente seduti sul vostro divano, qualche consiglio di delivery!

Due giorni ad Aosta: buon cibo, castelli e camminate

Era da tempo che non preparavamo le valigie e quindi, con l’idea di goderci un po’ di meritato relax. Eravamo già stati in Valle d’Aosta e questa volta abbiamo deciso di trascorrere due giorni ad Aosta alla ricerca di buon cibo, castelli e camminate!

Arrivati all’ora di pranzo, abbiamo dato inizio al nostro tour culinario.

Prima tappa: la Taverna di Gargantua, a Gressan, piccolo comune a pochi chilometri dal capoluogo.
Il primo impatto ha confermato l’idea che ci eravamo fatti leggendo qualche recensione: una piccola trattoria, a gestione famigliare, con piatti tipici della Valle D’Aosta. La nostra scelta è ricaduta su crostini con caprino, composta di fichi e pancetta, come antipasto, accompagnato da un bicchiere di rosso consigliatoci dalla padrona di casa. Abbiamo proseguito con caserecci con fonduta e cannella e strangolapreti con burro fuso, salvia e abbondante parmigiano. Incuriositi dai racconti della proprietaria sulla preparazione del dolce alla castagna, non abbiamo resistito e abbiamo ordinato un montblanc e un tiramisù. Che dire, correte a provarli! Ottimo inizio per i nostri due giorni ad Aosta!

Ci siamo diretti quindi ad Aosta, per visitare il centro storico. Non può mancare una visita al Teatro Romano, sfondo fra le altre cose di tante vicende del nostro amato Rocco Schiavone, la fortunata fiction di Raidue girata proprio in questa città. A seguire una passeggiata per le vie principali che sono pedonalizzate e che si intersecano ricalcando gli originali cardo e decumano romani, fino all’Arco di Augusto. La piccola città di circa 30mila abitanti si gira facilmente a piedi e in autonomia ma se preferite c’è un ottimo Ufficio del Turismo all’interno della Porta Pretoria e vengono organizzate delle visite guidate, con partenza alle 10:00, ogni Sabato e Domenica.

La nostra seconda tappa culinaria è stata La Bottegaccia, enoteca e fromagerie nel centro di Aosta. La cantina è ben fornita: ci siamo affidati ai consigli dell’oste e abbiamo optato per una bottiglia di Torrette Superiore (cantina Les Crêtes) e una selezione di formaggi valdostani: non potevano mancare tra le proposte del tagliere il bleu d’Aoste e la fontina. Abbiamo proseguito con polenta accompagnata sempre da formaggi valdostani. Per concludere in bellezza non poteva mancare un dolcetto, la crostata di arance con panna montata.

La mattina del secondo giorno, dopo una fantastica colazione in camera, ci siamo diretti, grazie al cammino Balteo da Chervansod, al Castello di Fènis. È una comoda passeggiata quasi tutta pianeggiante di 4 ore, attraverso boschi e qualche breve tratto di strada asfaltata. Si attraversano tanti piccoli paesini e si possono incontrare molti animali da stalla come mucche e cavalli. L’imponente Castello di Fènis vi indicherà l’arrivo già qualche chilometro prima della destinazione. Qui sarà possibile visitare il castello all’interno con una visita guidata molto ben organizzata. Gli ambienti sono spartani ma non mancano coloratissimi affreschi che abbelliscono il cortile interno. Dal Castello è possibile camminare con una comoda pista ciclopedonale fino alla stazione ferroviaria di Nus in circa 40 minuti. Da qui vi consigliamo il treno per Aosta: potete comodamente controllare gli orari sull’app Trenitalia. Attenzione che i treni non sono frequentissimi a tutte le ore.

Per cena abbiamo scelto l’Osteria da Nando, che si trova sul corso principale di Aosta. Il menu digitale è ricco di proposte, dai piatti tipici della tradizione valdostana a quelli più originali e innovativi.
Abbiamo rispettato la tradizione iniziando con delle crêpes alla valdostana, ripiene di Jambon de Saint-Oyen cotto alla brace e Fontina, per continuare con una fonduta con crema di Fontina servita calda con crostini di pane nero e polenta di granoturco integrale. Non contenti, abbiamo proseguito con un tagliere di formaggi di latte caprino, accompagnato da un pan brioche e marmellata di melone. Per concludere in bellezza abbiamo preso un crumble al cioccolato fondente con gelato alla vaniglia e ganache al cioccolato piccante. Il tutto accompagnato da una bottiglia di rosso, Torrette Superiore.

Terzo giorno, dopo una nuova sontuosa colazione in camera è poi giunto il momento di lasciare il nostro B&B.
Anche per l’ultima passeggiata ad Aosta, abbiamo utilizzato il comodissimo parcheggio nelle vicinanze della stazione: attraverso il sottopassaggio della ferrovia è possibile raggiungere comodamente il centro città. Abbiamo visitato la Cattedrale e il Criptoportico forense (che è compreso nel biglietto cumulativo insieme alla Collegiata di Sant’Orso, al Teatro Romano e all’area megalitica di Saint Martin).

Prima di partire siamo stati all’Erbavoglio, una piccola boutique di formaggi che ha fatto rivivere una delle storiche latterie del centro di Aosta. Il profumo di formaggio ci ha accolto non appena abbiamo varcato la porta di ingresso. Nella cella sotterranea di affinamento, utilizzata già dal 1937, tome, forme di fontina, formaggi svizzeri e francesi sono a stagionare, grazie alle cure del bottegaio. C’è l’imbarazzo della scelta!
Il nostro bottino è stato del Bleu d’Aoste, una robiola di capra e un altro erborinato di capra che ci è stato consigliato dalla ragazza molto preparata che ci ha ospitato in questa visita. Appena finita la scorta di formaggi proveremo il loro shop online.
Una particolarità: nel loro negozio è presente una vecchia colonna del palazzo che era situato a piazza Chanoux prima che venisse costruito il Municipio.


Un ultimo consiglio: da non perdere la Pasticceria Giorgi, in via Sant’Anselmo, in prossimità dell’Arco di Augusto: la vetrina è ricca di prodotti tipici. Non abbiamo resistito e abbiamo ceduto alla Torta Aosta, con mele flambé, noci e cannella.

Se siete arrivati a leggere fin qui, meritate un premio! In questi giorni ad Aosta la nostra base è stata presso il B&B Éve a Charvensod. Una camera bellissima in un edificio tipico di montagna ma ristrutturato in maniera molto moderna. La vera chicca, oltre alla gentilezza dei proprietari di casa, è la mini piscina in camera, completa di idromassaggio e cascata d’acqua. Le colazioni sono eccezionali, con prodotti a km zero, e si può scegliere tra quella dolce e quella salata.

Ci vediamo presto con la prossima avventura del Blog Viaggi Insoliti!

Un viaggio tra le osterie romane


Un viaggio tra le osterie romane
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Siamo stati un po’ latitanti in questo ultimo periodo, ma abbiamo continuato a “viaggiare” in un modo differente: il nostro viaggio è stato alla scoperta delle trattorie di Roma. Un giro tra le osterie romane dallo stile che strizza l’occhio alla modernità, con staff giovane ma dalle idee chiare e la voglia di lasciare il segno ogni giorno.

Menabò vino e cucina

Il nostro punto di partenza è stato Menabó Vino e Cucina a Centocelle. Pochi fronzoli e tanta schiettezza: così si descrivono sulla loro pagina Facebook i due fratelli padroni di casa, uno cuoco e l’altro oste. Appena si entra si rimane colpiti dal bancone e dall’esposizione delle bottiglie di vino: siamo stati fortunati, durante il nostro passaggio era in pieno svolgimento uno shooting fotografico e siamo rimasti ammaliati dai calici di vino e dalle tonalità di tutti quei colori.
L’inizio è stato memorabile: focaccia genovese con cime di rapa alla ‘nduja e stracciatella, che ci ha subito riportato in Liguria, ma sempre con un tocco di romanità. La scelta del piatto principale è stata assai ardua: avremmo ordinato tutti i piatti proposti ma alla fine abbiamo optato per i fusilloni alla gricia, con uva e mosto – assaporando una rivisitazione della cucina romana – e una zuppa di ceci, funghi cardoncelli e castagne, un mix di sapori che si combinava alla perfezione. Il tutto accompagnato da due calici di vino rosso, che ci sono stati consigliati dal mitico Daniele.
Ci siamo voluti viziare e, come dessert, abbiamo optato per la torta di mele accompagnata da caramello salato e il tiramisù, con la sua crema deliziosa.

180g Pizzeria Romana

Il nostro viaggio è continuato per le vie di Centocelle e ci ha portato fino a 180g Pizzeria Romana, che non è una semplice pizzeria, è un ristorante sfiziosissimo su base pizza. Tra i pezzi forti, il suppli al telefono e il sampietrino cacio e pepe. Una volta iniziato con queste due prelibatezze si può continuare con la pizza! Ed ecco a voi sua Maestà, la pizza alla carbonara con tartufo e la pizza con pomodoro, stracciatella di burrata, alici di Sciacca, origano e olio evo. Ovviamente anche con il dolce si chiude in bellezza, il pezzo forte è lei: la bomba, e che bomba! Un fritto soffice come una nuvola e un’esplosione di crema che non è mai abbastanza!

Barred

Abbiamo quindi deciso di avventurarci in zona San Giovanni, destinazione Barred. Questo gioiellino si contraddistingue per la cucina romana tradizionale con un tocco di originalità ultramoderno. Il locale è gestito da ragazzi giovani, caratteristica che si nota immediatamente sia dall’arreda-mento del locale che dal menù.
Proprio il menù è una lista di ingredienti che si amalgamano in piena sintonia tra di loro. Da non perdere le proposte del giorno indicate sulla lavagnetta: ad attirare subito la nostra attenzione sono stati il “pork belly e harissa” da una parte e “lenticchie, mandorle e zucca” dall’altra. A seguire spaghettoni, carciofi e pecorino e non poteva mancare, ça va sans dire, il dolce. Bisogna ammettere che, anche sbirciando dal tavolo dei vicini, la scelta è stata molto combattuta, ma alla fine ha avuto la meglio cannelés di Bordeaux, caramello e gelato di arachidi.

Trattoria Pennestri

Il nostro viaggio ha come destinazione finale il quartiere Ostiense e, nello specifico, la Trattoria Pennestri. Appena entrati lo sguardo è caduto immediatamente sull’esposizione di bottiglie di vino: ce n’è per tutti i gusti e verrete poi accompagnati nella scelta da Valeria.
Siamo stati accolti da un antipasto di benvenuto che ci ha incanalato in questo percorso culinario.
Semplicemente sublime è stato l’antipasto: panunto e zucca arrosto, fichi secchi e blu di capra. Abbiamo proseguito con due piatti della tradizione romana con un tocco di modernità: pappardelle al ragù di cavallo e gnocchi alla romana. In ogni portata non passa inosservato il tocco di professionalità dello chef che sottolinea la genuinità di tutti gli ingredienti utilizzati.
Strano ma vero, abbiamo saltato il dolce.
Motivo? Essendo in zona abbiamo optato per una fetta di panettone da Casa Manfredi!

Il viaggio tra le osterie non finisce qui! A presto con le nostre nuove scoperte.

Delivery a Roma


Smartphone in mano, app aperte e inizia la complicata ricerca:
quale delivery a Roma scegliere? Cucina romana, hamburger, pizza?
Troppa indecisione ed è cosi che abbiamo deciso di provare qualche ristorante di Roma, dal vivo!

Prima tappa: Santo Palato in Piazza Tarquinia a Roma.
Si riconosce subito lo stile della classica trattoria romana, con stampe dalla grafica originale e futurista appese alle pareti che ricordano il mondo della ristorazione. Fantastico trovare i vecchi tavoli in marmo! In aggiunta al classico menù si aggiunge la proposta del giorno che si legge sulla lavagna in sala.
Partiamo subito da una bruschetta con pomodoro del piennolo e formaggio di capra: semplicemente deliziosa, al contatto con il palato si assapora un gusto unico e sconvolgente, una vera goduria per le nostre papille gustative. Come primi ci siamo buttati su un classico della cucina romana: rigatoni all’amatriciana e su una ricetta della nonna arricchita con un tocco modaiolo: spaghettoni burro alici e… tartufo! Abbiamo continuato con i friggitelli alla scapece e, quindi, concluso con il dolce, una rivisitazione del classico maritozzo romano, ovvero brioche con farina di grano arso e pepe vanigliato ripieno di panna. Santo Palato offre un menu specifico per il delivery che vi mostriamo qui sotto nelle foto.

Seconda tappa: quando la voglia di hamburger si fa sentire è difficile resistere. The Butcher Shop, in zona Piazza Bologna, è stata la nostra scelta. La particolarità qui è la possibilità di creare il proprio hamburger scegliendo ogni singolo ingrediente o affidandosi ai consigli dello chef: abbiamo deciso il peso e il tipo della carne, il pane quindi le salse e i condimenti: ovviamente abbiamo rispettato la tradizione e creato il nostro bacon cheeseburger. Con aggiunta di patatine fritte, classiche e sfogliate. E’ possibile sedersi al tavolo fino alle 18:00, in questo locale caratteristico con mattoncini a vista o ordinare per asporto e delivery.

Terza tappa: abbiamo ceduto nuovamente alla cucina greca!
Durante il primo lockdown con il servizio delivery, abbiamo scoperto Grekos, questa volta lo abbiamo provato sul posto. Entrati nel locale siamo stati subito catapultati in Grecia. Abbiamo mantenuto la tradizione, ordinando polpette di zucchina e feta, per poi lanciarci sulla nostra adorata pita Grekos (da mangiare assolutamente con le mani per assaporare meglio la totalità degli ingredienti). Immancabile lo yogurt greco per concludere in bellezza.

Non poteva mancare un’ultima “tappa” in Giappone. Da amanti del ramen siamo andati da MaMa-Ya in via Ostiense. Inquadrando il QR code si accede al menù. Senza molti dubbi abbiamo ordinato i ravioli gyoza ripieni di verdure di stagione, zucca questa volta, e un batuniko china pan, ovvero un panino al vapore con stracotto di maiale glassato, zenzero e daikon marinati per poi goderci a pieno il nostro amato ramen vegetariano. Da MaMa-Ya sono organizzati per il servizio da asporto, per chi volesse assaporare la tradizione giapponese a casa.

Seguiteci per non perdere i prossimi delivery a Roma del Blog Viaggi Insoliti!

Champoluc


Champoluc 
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Nuovo fine settimana in Valle D’Aosta!
Questa volta siamo a Champoluc dalle parti del Monte Rosa. Straordinaria la vicinanza con la Liguria che, anche questa volta, rappresenta il nostro punto di partenza per le gite in montagna. Meno di 3 ore di autostrada, una breve salita per una comoda strada secondaria e giusto il tempo di attraversare qualche paesino e subito si arriva a destinazione.
Il paese è accogliente, con in mezzo il suo torrente di acqua ghiacciata, le case di legno e la strada centrale lastricata di pietra in perfetto stile valdostano.
Piccolo punto negativo, la via principale non è pedonale e anzi lo spazio riservato ai pedoni, delimitato da grandi vasi di legno, è spesso mancante o insufficiente, soprattutto in questo periodo di Covid che richiede maggiore distanziamento tra le persone.

Il paesino non offre molti negozi ma quelli essenziali ci sono, sia per portare a casa qualche ricordo gastronomico, sia per fare la spesa volendo affittare una casa invece di soggiornare in albergo. Le dinamiche immobiliari di Champoluc sembrerebbero suggerire che sia una cittadina sviluppatasi intorno alla cabinovia del comprensorio Monterosa Ski per lo sci invernale, con numerosissimi condomini di piccoli appartamenti, ideali per settimane bianche e brevi soggiorni.

Questa volta abbiamo scelto l’Hotel Relais Des Glaciers, proprio all’inizio del paese. Un hotel in elegante stile di montagna con un moderno uso del legno che rende gli spazi caldi ed accoglienti. Camino sempre acceso nella hall e personale molto disponibile e preparato.
L’hotel ha una piccola SPA al coperto, nel piano interrato e una piscina di acqua calda con vari idromassaggi all’aperto, proprio di fronte all’ingresso. La colazione al tavolo è stata sopra le nostre aspettative: formaggi e dolci veramente fantastici.
L’albergo dispone di un piccolo parcheggio sul retro e di qualche posto auto in garage. Uscendo da qui e comunque a pochi passi dall’entrata dell’hotel c’è la fantastica pasticceria Cafè Du Relais, lì abbiamo provato una deliziosa torta Sacher!

Prima cena e subito qualcosa di diverso, di non ordinario. La cabinovia Crest riapre i battenti la sera con 2 corse, una alle 19:30 e una alle 23:00. Approfittando di questa splendida opportunità siamo andati a cena in un antico Rascard, una costruzione tipica di queste parti, nel villaggio Walser di Frantze. Dall’arrivo della funivia, una breve passeggiata in discesa e si ritorna indietro nel tempo. Il locale è veramente accogliente e ben tenuto, la cena squisita e l’ospitalità delle proprietarie è stata veramente eccezionale. Al ritorno si sono offerte di riaccompagnarci alla cabinovia in fuoristrada. Non vediamo l’ora di poter tornare! Frantze Le Rascard 1721 lo suggeriamo anche per pranzo visto che può essere facilmente incluso in molti percorsi escursionistici.

La seconda sera siamo stati a cena alla Brasserie du Breithorn, locale super conosciuto da queste parti. Siamo stati fortunati, il nostro tavolo era proprio accanto allo splendido frigorifero a vista che occupa tutta la parete di fondo del ristorante, con una ricca esposizione di salumi e formaggi. L’arredamento in legno e lo stile alpino lo rendono veramente un posto piacevole. La cena tipica valdostana viene servita in delle belle padelline di ghisa. Ottima carne, birra artigianale locale e squisiti formaggi.

Per smaltire gli eccessi culinari ci siamo diretti a piedi da Champoluc a Frachey, in un bel percorso pianeggiante nel bosco, adatto veramente a tutti, e nel quale trovano posto delle simpaticissime statue in legno nascoste qua e là. All’arrivo, approfittando del bel tempo abbiamo preso la monorotaia Frachey – Alpe Ciacerio per completare un giro di alcuni laghi delle zona.

Ideale punto di partenza per alcuni interessanti percorsi escursionistici è il paesino di Saint Jaques che è comodamente raggiungibile in autobus dal centro di Champoluc. Noi siamo andati al famosissimo ed immancabile Lago Blu e il giorno seguente al Rifugio Grand Tournalin con i suoi 2600 metri, che sicuramente conosceranno tutti gli appassionati del Tor des Geants. Due tappe immancabili per gli amanti della montagna!

Champoluc è stata una piacevole scoperta: tipica, ordinata e accogliente! Stiamo già programmando la prossima avventura del Blog Viaggi Insoliti. Non perdetela, seguiteci!

Roma riparte !


Roma riparte !
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Cinque locali da cui Roma riparte!
Dalla colazione alla cena, seguiteci e non ve ne pentirete!

CASA MANFREDI – VIALE AVENTINO

Decisamente la migliore colazione a Roma! Come non iniziare così la nostra giornata soprattutto dopo il periodo di quarantena che ci ha costretto a rinunciare per qualche mese ai nostri amati cappuccini e cornetti. A viale Aventino, nei suoi comodi tavoli all’aperto all’ombra dei tigli, potrete provare tutta la genialità dei lieviti (cornetti, veneziane sfogliate alla crema o al cioccolato, pain au chocolat) e dei deliziosi mignon di raffinata pasticceria. Ogni forma è un’opera d’arte. Il caffè di miscele speciali e selezionate di Lavazza è il giusto accompagnamento visto il valore innegabile di tutto il resto.

L’AVVOLGIBILE – CIRCONVALLAZIONE APPIA

La Trattoria Popolare L’avvolgibile ve la consigliamo per la cucina romana di una volta, fatta come si deve. Con i suoi tavoli all’aperto in un vero quartiere romano come è l’Alberone. Aperta anche a pranzo di venerdì, sabato e domenica, ha tutti i tratti della classica osteria romana, ma si nota subito quel tocco in più, dalle posate alla qualità delle materie prime. Semplicemente sublime la mozzarella in carrozza, filante e croccante al punto giusto. Ma, tra gli antipasti, la punta di diamante è sicuramente la panzanella con baccalà, con pane, cipolla, pomodoro, olio e ovviamente dello squisito baccalà. Abbiamo proseguito con un piatto di gricia e con dei tonnarelli cacio e pepe: impossibile resistere alla tentazione di fare la scarpetta! Non fate i timidi! Per dolce, abbiamo optato per il tiramisù: la consistenza della crema di mascarpone aveva un qualcosa di particolare, a di poco eccezionale!
Ci torneremo per scoprire la ricetta segreta!

NECCI AL PIGNETO

E’ una nostra vecchia conoscenza ma l’abbiamo riscoperto nelle ultime settimane perché abbiamo passato la quarantena nelle vicinanze del Pigneto e parte delle nostre passeggiate, appena sono state di nuovo possibili, hanno avuto come destinazione questo quartiere. E quindi stufi della solita birretta in casa o dell’aperitivo homemade abbiamo provato l’ebbrezza (ahaha!) di due cocktail fatti come si deve. Così nei primi giorni di caldo ne abbiamo approfittato. All’ingresso del locale, su strada, si trova un bancone dove vengono preparati i cocktail da asporto. Il locale offre, appunto, la possibilità di asporto o di consumazione sul posto e inoltre dispone di un utilissimo, visto il periodo, giardino all’aperto. Il giardino è veramente magico, soprattutto di sera, vi invitiamo senza paura di smentita a godere dell’atmosfera.

GREKOS – VIA DEI GRACCHI

In queste giornate primaverili abbiamo voluto per un attimo assaporare il clima estivo, immaginandoci in vacanza in qualche isola greca! Così abbiamo ordinato un delivery da Grekos e in un attimo il sogno è diventato realtà! Era da un po’ che studiavamo il loro menù e alla fine abbiamo ceduto anche grazie al consiglio di alcuni amici.
La consegna ha superato le aspettative, seppure fossimo fuori zona, hanno spaccato il secondo sull’orario previsto e tutto è arrivato super caldo e ben impacchettato.
Allestito il terrazzo per creare un’atmosfera un po’ esotica, un po’ di sirtaki di sottofondo e in un attimo ci siamo catapultati in Grecia!
Per iniziare abbiamo ordinato qualche pita accompagnata dalla melitzanosalata (insalata di melanzane), le revithokeftedes (polpette di ceci), le melitzanokroketes (polpette di melanzane) e le kolokithokeftedes (polpettine di zucchine, feta e menta): ottime! Ma la ciliegina sulla torta è stata la Pita Grekos con la classica carne di suino grigliata sullo spiedo verticale, le patatine fritte, i pomodori, la cipolla e la salsa tzatziki! Attenzione, crea dipendenza. Non dimenticate ovviamente una bella birra Mythos ghiacciata!

GELATERIA LA ROMANA – VIA VENTI SETTEMBRE

L’estate sta arrivando e con lei la stagione del gelato! Una nostra recente piacevole scoperta è stata la consegna a domicilio della Gelateria La Romana di via Venti Settembre.
Un gusto più invitante dell’altro ma, ahinoi, abbiamo dovuto fare un po’ di selezione. I gusti non sono i classici cioccolato, crema e nocciola e alla fine la nostra scelta è caduta su Bacio di dama con mandorle tostate, Cioccolato fondente con monorigine Sao Thomè , Croccante amarena e Mirtillo nero, sambuco e limone. Il gelato arriva ben confezionato a casa, la consegna è stata puntuale e il prezzo è adeguato. I gusti sono a rotazione stagionale, fatevi guidare dal vostro istinto e delle vostre passioni, non c’è possibilità di sbagliare! Ve lo consigliamo vivamente.

Continuate a seguirci! Presto in arrivo nuove prelibatezze e nuove destinazioni insolite del Blog Viaggi Insoliti!

Lago Inle


Cosa fare Lago Inle
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Avete presente la foto che appare in tutte le guide turistiche del Myanmar?

Ebbene si, sul Lago Inle troverete tantissimi pescatori con la loro barchetta che con le mani sistemano le reti da pesca e con una gamba gestiscono il remo. Non è vero, come abbiamo letto in qualche blog, che si mettono in posa solo per essere fotografati: se attraverserete il lago in barca, cosa vivamente consigliata, ne troverete ad ogni angolo, intenti nella loro attività di pesca.

Ma cosa fare al Lago Inle? Siamo giunti a Nyaung Shwe dopo due giorni di trekking: il nostro hotel, La Maison Birmane, era semplicemente fantastico! Siamo stati coccolati dalle prime ore del mattino fino al tramonto, cosa molto apprezzata soprattutto dopo una notte in una casa di bambù in mezzo alla foresta. Abbiamo avuto due giorni interi (con tre notti) a disposizione per visitare la zona e, a nostro avviso, sono sufficienti per scoprire tutte le meraviglie del posto.

Il primo giorno abbiamo preso una barchetta che ci ha portato sù e giù per il lago. Ci siamo fermati a visitare il mercato locale in parte galleggiante: è un mercato itinerante che si sposta a seconda del giorno della settimana in una delle 5 località che affacciano sul Lago. Qui troverete di tutto, dalla frutta alle verdure locali, al pesce, dai longye, ai tessuti, ai classici souvenir. Sarà divertente contrattare con i venditori locali: alla fine, nel caso doveste spuntarla, risparmierete pochi centesimi, ma sarà stato comunque piacevole!
Abbiamo fatto visita ai produttori di argento, ai produttori di sigari locali nelle loro “fabbriche” su palafitta e siamo rimasti incantati dalla lavorazione dei fiori di loto e dei tessuti: una catena di montaggio davvero eccezionale. Poi con la barchetta, in perfetto stile Indiana Jones, abbiamo proseguito fino al tempio Nyaung Ohak. La risalita del fiume è davvero emozionante e il tempio non ha nulla da invidiare al più famoso sito di Kakku.

Il giorno successivo, con la macchina privata, ci siamo diretti proprio a Kakku: il viaggio è piuttosto lungo, ci vogliono circa 2 ore e mezza per raggiungerlo, quindi mettete in conto che una giornata intera sarà dedicata al tempio.
Il viaggio vale decisamente la pena: il tempio è composto da 2478 stupa, una delle visioni più straordinarie delle Stato Shan. Se sarete abbastanza fortunati, sarete avvolti da una brezza di vento che farà suonare contemporaneamente tutte le campanelle situate in cima alle stupe: spettacolo indimenticabile.

Qualora soggiornaste a Nyaungshwe, un MUST è sicuramente l’Innlay Hut Indian Food House: il cibo indiano è delizioso ma un ruolo di tutto rispetto è giocato dal figlio dei proprietari, agguerrito fan di Eminen. Tutta la cena sarà accompagnata dalla musica di sottofondo del famoso rapper.

Un’altra visita interessante può essere quella alla Red Mountain Winery. Fatevi portare da una macchina o da un tuc tuc e ammirate il tramonto sul lago sorseggiando un pessimo vino locale e le solite noccioline tostate birmane.

Dal Lago Inle è tutto, ci sentiamo alla prossima avventura del Blog Viaggi Insoliti!

I migliori hamburger di Roma


Dove mangiare i migliori Hamburger a Roma? Blog Viaggi Insoliti e consigli golosi!

In questi giorni di quarantena da Covid-19, un po’ tutti ci stiamo cimentando in cucina, chi inventa nuove ricette con quello che trova in frigorifero e chi si affida ai più esperti seguendo nel dettaglio le ricette dei “super chef” di Instagram.
Visto che le prelibatezze culinarie hanno attirato l’attenzione dei più, non potevamo essere da meno.
E che voglia di mangiare un hamburger bello unto, con patatine e ketchup! Ma dobbiamo stare a casa quindi ci accontenteremo delle foto di repertorio dei migliori hamburger di Roma, sognando il nostro adorato bacon cheeseburger e parlando delle nostre hamburgerie preferite.
Vi faremo venire l’acquolina in bocca e, chissà, magari qualcuno si lancerà in nuovi esperimenti da casa o proverà i nostri consigli golosi con il delivery!

Open Baladin – Locale super cool nel cuore di Roma, a due passi da Campo de’ Fiori in Via degli Specchi. I prodotti sono semplicemente top: d’altronde, quando ti affidi al pane di Bonci e alla carne di Feroci (i romani lo conoscono bene!) i risultati sono a dir poco eccezionali. Siamo fedelissimi del bacon cheeseburger ma, a seconda delle stagioni e dei periodi dell’anno, il pane è aromatizzato e assume il sapore delle verdure di stagione!
Altro punto forte sono le patatine che accompagnano l’hamburger: classiche o cacio e pepe e il delizioso ketchup fatto in casa.
Non vi resta che provare!

Birretta Wine & Food – In una notte buia e tempestosa, nel bel mezzo di un temporale, abbiamo scoperto questo localino in Prati, Via Simone de Saint Bon: si è rivelato un’ottima sorpresa! L’hamburger è grasso quanto basta, con formaggio fuso e bacon croccante che lo rende unto al punto giusto (ho reso l’idea?): senza rendervene conto lo avrete già finito! Mannaggia, le cose belle durano sempre troppo poco! Lasciate un piccolo spazio anche per il dolce, non ve ne pentirete!

Birretta Wine and Food

Tommi’s Burger Joint – Da fedelissimi di Francesco Costa ci siamo lasciati convincere dalle sue foto postate su Instagram su dove mangiare hamburger a Roma e abbiamo provato Tommi’s Burger, “rifugio” molto cool non lontano dal Vaticano. Tommi’s è una sorta di catena: infatti, lo stesso posto è presente a Reykjavik, Londra, Berlino e Copenhagen. Ma veniamo al dunque: il vostro pasto vi verrà presentato nella sua classica forma di junk food: cestino di vimini e hamburger avvolto nella carta oleata. Il panino è “piccolo”, stile Shake Shack, quindi potrete sbizzarrirvi nella farcitura senza sentirvi troppo in colpa! Ottime la patatine fritte, sia le classiche che le dolci!

Tommi’s Burger Joint

The Factory – Avete presente quegli hamburger belli abbondanti, quelli con la H maiuscola, che ti creano difficoltà nell’addentarli e che, magari, sono da evitare ad un primo appuntamento? Ecco, questo è l’hamburger di The Factory, non so se è chiara l’idea. E abbiamo preso un classico bacon cheeseburger! Ottimo, che dire! Abbondante la presenta del bacon croccante, che ti scricchiola in bocca e le salsine fatte in casa! Non lo abbiamo ancora provato ma lo faremo presto, il giantburger: ci è passato proprio sotto il naso quasi volesse sfidarci e, ça va sans dire, la sfida è accettata!

The Factory al Pigneto

Officina Burger ‘n’ Beer – Last but not least! E’ il classico posto vicino casa che, ci passi sempre davanti e pensi: lo devo provare, prossima volta prenotiamo lì! Ecco, finalmente poi, un giorno, arriva quel momento: il locale è piccolo, curato nei particolari, con birre e bancone in legno veramente invitante. Si servono solo hamburger e sono davvero super! Ci siamo addirittura lanciati e, oltre al nostro amato bacon cheeseburger, abbiamo provato il pulled pork burger! Bonooooo!
Allora, vi abbiamo fatto venire l’acquolina in bocca? Obiettivo raggiunto!

Officina Burger ‘n’ Beer

Ai prossimi viaggi insoliti del nostro Blog!

Mangiare in Myanmar


Mangiare in Myanmar
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Premessa: adoriamo immergerci al 100% nella cultura e nella tradizione del Paese che visitiamo e, ovviamente, il cibo gioca un ruolo fondamentale. Con le dovute accortezze ci piace provare la cucina locale, senza se e senza ma.
Dopo 21 giorni in Birmania possiamo dire di avere una certa confidenza con il cibo birmano e possiamo aiutarvi a capire cosa mangiare in Myanmar.

Basterà davvero poco per rendervi conto che i fried noodles saranno i vostri migliori amici per tutto il soggiorno: quando siete in dubbio, ordinate un bel piatto di fried noodles e passa la paura! Ci sono sia vegetariani che con pollo e carne mista, sia “classici spaghetti” che vermicelli. I piatti sono davvero abbondanti: il consiglio è di prendere un solo piatto di fried noodles da dividere (perfetto per due persone) e poi aggiungere un secondo piatto. Sono tipici di tutta la Birmania: da Yangon a Bagan, da Inle a Ngapali saranno sempre presenti in ogni loro forma!

La cucina di Mandalay, invece, si caratterizza per il barbeque: in tutti i ristoranti troverete una vetrinetta frigorifero con, in esposizione, spiedini di verdura, di carne e anche di pesce: dovrete semplicemente scegliere i vostri preferiti che, dopo essere stati cotti alla brace, vi verranno serviti direttamente al tavolo! Attenzione nella scelta della carne: non si sa mai cosa potrebbe capitarvi! I più golosi si mettano il cuore in pace, i dolci qui non sembrano andare tanto di moda!

Per gli amanti di pesce e crostacei, ça va sans dire, Ngapali Beach è il posto che fa per voi! La maggior parte dei ristoranti è vista mare, il che rende la vostra cena ancora più caratteristica: appena vi accomoderete al tavolo, vi verrà servito un piattino colmo di arachidi, una specie di “antipasto dello chef”. Granchio, gamberoni, zuppa di pesce: ce n’è per tutti i gusti! Tranquilli: gli amanti dei fried noodles non rimarranno delusi e li troveranno anche qui! Scordatevi il gelato: ebbene si, pur essendo un posto di mare e, quindi, molto caldo, il gelato è un optional, lo si trova solo all’interno dei resort e solo confezionato. Questo è dovuto al fatto che l’elettricità è piuttosto instabile quindi i freezer non funzionano adeguatamente. Potrete sostituirlo degnamente con un delizioso frappè freddo di yogurt e frutta.

Lo street food è onnipresente: da Yangon a Kalaw, fino a Bago sarete circondati da bancarelle ricche di prelibatezze ma anche cibi piuttosto particolari. Frutta e verdura abbondano, così come venditori di carne e pesce (li riconoscerete dal profumino non molto allettante), fino ai venditori di grilli fritti! Perfino in treno sono presenti i venditori ambulanti. Nel caso in cui foste interessati a provare il cibo locale di strada, ricordatevi che non tutto quello che troverete sulle bancarelle è adatto al vostro stomaco occidentale: affidatevi ad una guida locale che vi saprà consigliare nel modo giusto!

Non vi resta che assaggiare le prelibatezze birmane: buon appetito ed alla prossima avventura del Blog Viaggi Insoliti!

Siena


Siena
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Siamo nella zona del Chianti, alla ricerca del buon vino, della cucina classica toscana e dei panorami mozzafiato dei colli senesi.

Per quanto riguarda l’aspetto culinario, Siena è stata la nostra destinazione, trovandosi a soli 15 km di distanza dal nostro hotel nel cuore del Chianti ( Hotel Le Fontanelle ) e dal momento che il viaggio regala viste uniche sui vigneti e sulla campagna toscana.

Dopo una piccola ricerca, abbiamo scelto il ristorante Bagoga, trattoria tipica senese nascosta in un piccolo vicolo. Senza ombra di dubbio e quasi senza guardare il menù abbiamo ordinato i mitici pici di cinta senese accompagnati da una bottiglia di Chianti Classico.
Semplicemente deliziosi e ottima combinazione!
Abbiamo proseguito poi con il tonno del Chianti e una tagliata olio e rosmarino: il nostro palato ci ringrazia tutt’ora. Un must quando si è a Siena è, ça va sans dire, il panpepato. E non potevamo certo tradire le tradizioni senesi, quindi ne abbiamo fatto incetta anche per i giorni successivi.

Altro posticino delizioso è la Taverna di Cecco del mitico Johnny: siamo stati accolti da un piatto di benvenuto: la panzanella, pane in ammollo con pomodori freschi, cipolla rossa e basilico, ancora ci lecchiamo i baffi!
Abbiamo poi iniziato con un antipasto tipico senese: il crostone con i fegatini. Abbiamo continuato con degli assaggi di salumi locali, semplicemente eccezionali: sarebbe superfluo aggiungere altro!
Dopo i nostri ormai tradizionali pici, questa volta in rosso al ragù di cinghiale, abbiamo addolcito le nostre papille gustative con i ricciarelli.
Se siete di passaggio a Siena, tappa obbligatoria è la Pasticceria Nannini: la scelta sarà dura dal momento che l’offerta di dolci è particolarmente variegata.

Impossibile passare da Siena senza visitare Piazza del Campo: maestosa piazza che ci riporta subito all’atmosfera del famosissimo Palio.
Ci si può sedere per terra in piazza ammirando la bellezza dei palazzi circostanti: attenzione però a non sdraiarsi o a mangiare da seduti perché verreste subito ripresi dai solerti vigili urbani!

Se siete in auto, non preoccupatevi per i parcheggi: ce ne sono diversi a differenti distanze dal centro storico, che comunque é sempre raggiungibile con una piacevole passeggiata.
Se siete, invece, alla ricerca di un parcheggio coperto, vi suggeriamo l’autorimessa Porta Ovile: in men che non si dica vi troverete esattamente nel centro di Siena, lasciando la vostra auto al sicuro.

Ora che conoscete tutti i segreti di Siena, non vi resta che partire!
Noi, ci sentiamo al nostro prossimo viaggio sul nostro Blog Viaggi Insoliti, che sarà decisamente più avventuroso!