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Champoluc in Valle D’Aosta


Champoluc in Valle D’Aosta
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Nuovo fine settimana in Valle D’Aosta!
Questa volta siamo a Champoluc dalle parti del Monte Rosa. Straordinaria la vicinanza con la Liguria che, anche questa volta, rappresenta il nostro punto di partenza per le gite in montagna. Meno di 3 ore di autostrada, una breve salita per una comoda strada secondaria e giusto il tempo di attraversare qualche paesino e subito si arriva a destinazione.
Il paese è accogliente, con in mezzo il suo torrente di acqua ghiacciata, le case di legno e la strada centrale lastricata di pietra in perfetto stile valdostano.
Piccolo punto negativo, la via principale non è pedonale e anzi lo spazio riservato ai pedoni, delimitato da grandi vasi di legno, è spesso mancante o insufficiente, soprattutto in questo periodo di Covid che richiede maggiore distanziamento tra le persone.

Il paesino non offre molti negozi ma quelli essenziali ci sono, sia per portare a casa qualche ricordo gastronomico, sia per fare la spesa volendo affittare una casa invece di soggiornare in albergo. Le dinamiche immobiliari di Champoluc sembrerebbero suggerire che sia una cittadina sviluppatasi intorno alla cabinovia del comprensorio Monterosa Ski per lo sci invernale, con numerosissimi condomini di piccoli appartamenti, ideali per settimane bianche e brevi soggiorni.

Questa volta abbiamo scelto l’Hotel Relais Des Glaciers, proprio all’inizio del paese. Un hotel in elegante stile di montagna con un moderno uso del legno che rende gli spazi caldi ed accoglienti. Camino sempre acceso nella hall e personale molto disponibile e preparato.
L’hotel ha una piccola SPA al coperto, nel piano interrato e una piscina di acqua calda con vari idromassaggi all’aperto, proprio di fronte all’ingresso. La colazione al tavolo è stata sopra le nostre aspettative: formaggi e dolci veramente fantastici.
L’albergo dispone di un piccolo parcheggio sul retro e di qualche posto auto in garage. Uscendo da qui e comunque a pochi passi dall’entrata dell’hotel c’è la fantastica pasticceria Cafè Du Relais, lì abbiamo provato una deliziosa torta Sacher!

Prima cena e subito qualcosa di diverso, di non ordinario. La cabinovia Crest riapre i battenti la sera con 2 corse, una alle 19:30 e una alle 23:00. Approfittando di questa splendida opportunità siamo andati a cena in un antico Rascard, una costruzione tipica di queste parti, nel villaggio Walser di Frantze. Dall’arrivo della funivia, una breve passeggiata in discesa e si ritorna indietro nel tempo. Il locale è veramente accogliente e ben tenuto, la cena squisita e l’ospitalità delle proprietarie è stata veramente eccezionale. Al ritorno si sono offerte di riaccompagnarci alla cabinovia in fuoristrada. Non vediamo l’ora di poter tornare! Frantze Le Rascard 1721 lo suggeriamo anche per pranzo visto che può essere facilmente incluso in molti percorsi escursionistici.

La seconda sera siamo stati a cena alla Brasserie du Breithorn, locale super conosciuto da queste parti. Siamo stati fortunati, il nostro tavolo era proprio accanto allo splendido frigorifero a vista che occupa tutta la parete di fondo del ristorante, con una ricca esposizione di salumi e formaggi. L’arredamento in legno e lo stile alpino lo rendono veramente un posto piacevole. La cena tipica valdostana viene servita in delle belle padelline di ghisa. Ottima carne, birra artigianale locale e squisiti formaggi.

Per smaltire gli eccessi culinari ci siamo diretti a piedi da Champoluc a Frachey, in un bel percorso pianeggiante nel bosco, adatto veramente a tutti, e nel quale trovano posto delle simpaticissime statue in legno nascoste qua e là. All’arrivo, approfittando del bel tempo abbiamo preso la monorotaia Frachey – Alpe Ciacerio per completare un giro di alcuni laghi delle zona.

Ideale punto di partenza per alcuni interessanti percorsi escursionistici è il paesino di Saint Jaques che è comodamente raggiungibile in autobus dal centro di Champoluc. Noi siamo andati al famosissimo ed immancabile Lago Blu e il giorno seguente al Rifugio Grand Tournalin con i suoi 2600 metri, che sicuramente conosceranno tutti gli appassionati del Tor des Geants. Due tappe immancabili per gli amanti della montagna!

Champoluc in Valle D’Aosta è stata una piacevole scoperta: tipica, ordinata e accogliente! Stiamo già programmando la prossima avventura del Blog Viaggi Insoliti. Non perdetela, seguiteci!

Roma deserta dopo il lockdown del 2020


Roma deserta dopo il lockdown del 2020
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Quanto sei bella Roma… non è solo il testo di una famosissima canzone ma decisamente un dato di fatto. E noi abbiamo avuto la fortuna di godere appieno della sua bellezza in queste ultime settimane e ammirare il fascino di Roma prima della ritorno di tutti i turisti.
Prendiamo il lato positivo di tutto questo periodo e vediamo il bicchiere mezzo pieno!
A chi non è capitato di andare in centro a Roma, perdersi per le sue vie e magicamente ritrovarsi davanti a Piazza di Spagna? Ogni volta il cuore batte a mille per l’emozione. Fare la foto della scalinata di Trinità dei Monti senza persone però è sempre un’impresa quasi impossibile: si tratta di aspettare il momento giusto, che non arriva mai.
Ma stavolta ci siamo riusciti! E non è stato neanche tanto difficile con Roma deserta dopo il lockdown del 2020!

Girare per il centro storico di Roma, senza i buttadentro dei ristoranti acchiappa turisti, senza i venditori ambulanti, senza auto e scooter che neanche fossimo sul raccordo è un lusso del quale abbiamo pienamente approfittato. Nel momento in cui è stato possibile uscire di casa, ci siamo messi in marcia, macinando km su km, recuperando anche quelli non fatti durante il lockdown. Da via Nomentana, abbiamo raggiunto Porta Pia, con tappa obbligatoria alla Gelateria La Romana (dovevamo recupera le forze). Quindi dal Quirinale siamo scesi fino a Fontana di Trevi, rimanendo incantati davanti a tanta bellezza: nessun rumore soltanto lo scroscio della fontana.
Piazza di Pietra e poi il Pantheon e la vicina Piazza della Minerva e poi Piazza Navona non sono da meno. Se avrete la possibilità di organizzare il weekend a Roma in questo periodo, non ve ne pentirete! E se siete alla ricerca di trattorie romane, non perdete il nostro articolo! Vi teniamo compagnia dalla colazione al dopo cena! ( Mangiare a Roma )

Questo vuoto ci ha fatto riflettere su un’altra questione: quella relativa a chi accusa i turisti di essere la causa principale del fatto che i romani non abitino più nel Centro Storico. Città unica al mondo per la sua storia e la sua bellezza, Roma è di solito letteralmente invasa da macchine: è ormai diventato impossibile passeggiare per le vie del centro per fare un po’ di sano shopping senza avere l’automobile di turno alle calcagna, sempre pronta a suonare il clacson. E’ diventato impossibile guardare le vetrine dei negozi, cosa ulteriormente peggiorata con l’apertura, fino al 30 agosto 2020, della ZTL del Centro Storico giorno e notte senza limiti. Furgoni parcheggiati in mezzo alla strada e nelle bellissime aree pedonali, come Piazza della Maddalena, macchine parcheggiate in seconda fila, venditori ambulanti, e poi ci si stupisce del fatto che il romano cerchi un po’ di tranquillità in quartieri diversi dal centro e si usa il turista come capro espiatorio, addossando al turismo tutte le colpe. Mentre tutte le città del mondo scelgono di pedonalizzare e tolgono spazio alle autovetture per restituirlo alla collettività, che ne sarà di Roma?

Ma passiamo alle cose belle! Assolutamente da non perdere è la Mostra di Raffaello presso le Scuderie del Quirinale, che fortunatamente è stata prolungata fino al 30 agosto 2020. Gli ingressi sono contingentati e in piena sicurezza, con gruppi di 5 persone che possono permanere all’interno delle stanze per un massimo di 5 minuti. La mostra ripercorre la vita di Raffaello al contrario, dalla morte e indietro nel tempo, si inizia dalle sue ultime opere per terminare con i suoi primi lavori. All’uscita della mostra rimarrete a bocca aperta per la vista fantastica sui tetti di Roma. Se avete la possibilità, scaricate sul vostro smartphone l’app delle Scuderie del Quirinale e portate gli auricolari, avrete una sorta di visita guidata!
Buona visione e al prossimo post sul nostro blog di Viaggi Insoliti!

Lago Inle


Cosa fare Lago Inle
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Avete presente la foto che appare in tutte le guide turistiche del Myanmar?

Ebbene si, sul Lago Inle troverete tantissimi pescatori con la loro barchetta che con le mani sistemano le reti da pesca e con una gamba gestiscono il remo. Non è vero, come abbiamo letto in qualche blog, che si mettono in posa solo per essere fotografati: se attraverserete il lago in barca, cosa vivamente consigliata, ne troverete ad ogni angolo, intenti nella loro attività di pesca.

Ma cosa fare al Lago Inle? Siamo giunti a Nyaung Shwe dopo due giorni di trekking: il nostro hotel, La Maison Birmane, era semplicemente fantastico! Siamo stati coccolati dalle prime ore del mattino fino al tramonto, cosa molto apprezzata soprattutto dopo una notte in una casa di bambù in mezzo alla foresta. Abbiamo avuto due giorni interi (con tre notti) a disposizione per visitare la zona e, a nostro avviso, sono sufficienti per scoprire tutte le meraviglie del posto.

Il primo giorno abbiamo preso una barchetta che ci ha portato sù e giù per il lago. Ci siamo fermati a visitare il mercato locale in parte galleggiante: è un mercato itinerante che si sposta a seconda del giorno della settimana in una delle 5 località che affacciano sul Lago. Qui troverete di tutto, dalla frutta alle verdure locali, al pesce, dai longye, ai tessuti, ai classici souvenir. Sarà divertente contrattare con i venditori locali: alla fine, nel caso doveste spuntarla, risparmierete pochi centesimi, ma sarà stato comunque piacevole!
Abbiamo fatto visita ai produttori di argento, ai produttori di sigari locali nelle loro “fabbriche” su palafitta e siamo rimasti incantati dalla lavorazione dei fiori di loto e dei tessuti: una catena di montaggio davvero eccezionale. Poi con la barchetta, in perfetto stile Indiana Jones, abbiamo proseguito fino al tempio Nyaung Ohak. La risalita del fiume è davvero emozionante e il tempio non ha nulla da invidiare al più famoso sito di Kakku.

Il giorno successivo, con la macchina privata, ci siamo diretti proprio a Kakku: il viaggio è piuttosto lungo, ci vogliono circa 2 ore e mezza per raggiungerlo, quindi mettete in conto che una giornata intera sarà dedicata al tempio.
Il viaggio vale decisamente la pena: il tempio è composto da 2478 stupa, una delle visioni più straordinarie delle Stato Shan. Se sarete abbastanza fortunati, sarete avvolti da una brezza di vento che farà suonare contemporaneamente tutte le campanelle situate in cima alle stupe: spettacolo indimenticabile.

Qualora soggiornaste a Nyaungshwe, un MUST è sicuramente l’Innlay Hut Indian Food House: il cibo indiano è delizioso ma un ruolo di tutto rispetto è giocato dal figlio dei proprietari, agguerrito fan di Eminen. Tutta la cena sarà accompagnata dalla musica di sottofondo del famoso rapper.

Un’altra visita interessante può essere quella alla Red Mountain Winery. Fatevi portare da una macchina o da un tuc tuc e ammirate il tramonto sul lago sorseggiando un pessimo vino locale e le solite noccioline tostate birmane.

Dal Lago Inle è tutto, ci sentiamo alla prossima avventura del Blog Viaggi Insoliti!

Mandalay


Mandalay
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Mandalay, la città più grande del nord della Birmania. Abbiamo trovato una città popolosa e sicuramente con più benessere rispetto ad altri posti visitati in Myanmar, soprattutto se paragonata con le piccole città ma anche se paragonata alla grande Yangon.

Mandalay è caratterizzata da passaggi a livello, azionati a mano, e dalla ferrovia che taglia in due la città. La stazione centrale, che cerca di essere moderna con annesso hotel al piano rialzato, merita una visita anche solo in taxi.

Qui a Mandalay c’è il Palazzo Reale: ci siamo fatti portare in tuk tuk e poi abbiamo proseguito la visita a piedi. All’interno delle enormi mura ora ci sono soprattutto caserme militari e, infatti, abbiamo avuto la fortuna di osservare la banda militare che provava.
Arrivati in fondo al lungo viale c’è la ricostruzione del vecchio palazzo reale, all’interno del quale è possibile girare liberamente. Degne di visita le sale del trono in legno dorato e l’alta torre dove è possibile salire per osservare meglio il panorama dall’alto.

Dopo il palazzo reale, a piedi, costeggiando il fossato o utilizzando un tuk tuk, ci siamo spinti alla scoperta di Mandalay Hill, partendo dalla scalinata sud riconoscibile perché annunciata da due bianchissimi e grandissimi Chinthe, divinità metà leone e metà grifone. La salita è lunga se fatta a piedi ma il panorama dall’alto ricompenserà ogni sforzi.

Immancabile durante il soggiorno a Mandalay è la visita alle 4 città nelle vicinanze e al famoso ponte di U-Bein presente in tutte le foto e le cartoline della città. Direttamente dall’hotel o fermando un qualunque taxi in città potrete mettervi d’accordo per prenotare l’escursione. Sconsigliamo il tuk tuk in questo caso dato che la giornata fuori è lunga e c’è tanta strada da fare: la comodità è fondamentale!
L’escursione prevede la visita di diverse città: Ava, dove abbiamo preso una barca a motore per attraversare il fiume e un calesse trainato da un cavallo alla scoperta di misteriosi templi antichi nascosti nella vegetazione; Sagaing, con le sue verdeggianti colline interrotte soltanto dalle moltissime stupa bianche e dorate; Mingun, con i resti di quella che sarebbe dovuta diventare la più grande pagoda del mondo un po’ malandata a causa dei recenti terremoti e per finire Amarapura con il suo famoso U-Bein Bridge, un lunghissimo ponte pedonale in teak, fantastico da osservare al tramonto.

Passiamo al cibo! La vera moda di Mandalay sono i locali BBQ, noi ne abbiamo provati diversi e il nostro preferito è Dad’s BBQ. I locali stracolmi di motorini parcheggiati all’esterno e con i tavoli all’aperto offrono una ricca selezione di spiedini di carne, pesce o verdura che vengono cotti dopo la vostra scelta. Il barbecue è all’esterno vicino ai tavoli ed è possibile vedere la cottura della vostra cena dal vivo! 😀

Abbiamo visitato questa grande città girando soprattutto a piedi ed in tuk tuk, e l’abbiamo trovata in generale molto più pulita di Yangon.
Molto interessante è stata la visita ad un laboratorio nel quartiere degli orafi dove abbiamo assistito alla procedura per ottenere le foglie d’oro.
Una lavorazione lunghissima e molto complicata per ottenere le sottilissime foglie d’oro usate come segno di devozione in tutti i templi del Myanmar, sicuramente da non perdere!

Consigliamo di dedicare almeno 3 giorni a questa città per apprezzare a pieno un Myanmar più moderno, un autentico sguardo sul futuro del Paese!
Alla prossima avventura del Blog Viaggi Insoliti!

Yangon


Yangon
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Quasi sicuramente sarà questo il vostro punto d’ingresso, di solito si atterra a Yangon – Myanmar – con un volo internazionale con scalo (noi siamo arrivati qui dopo uno scalo di diverse ore a Dubai, partendo dall’aeroporto di Roma Fiumicino).
Pur non essendo attualmente la capitale, lo è stata per molto tempo e sicuramente è ancora oggi la città più grande, la città di riferimento.
A nostro avviso due giorni sono sufficienti per visitarla, per rompere il ghiaccio ed entrare in contatto con questo Paese, ricco di usanze e tradizioni.

Come tutte le città del Myanmar – Birmania – anche Yangon è ricca di templi. Non lontano dal nostro hotel abbiamo visitato la Sule Pagoda, piccola e graziosa e con ingresso a pagamento. Fin da subito abbiamo imparato a toglierci le scarpe e camminare scalzi all’interno delle pagode (no scarpe e no calze): consigliatissimo mettere nello zaino le salviette umidificate, torneranno utilissime! Ci siamo poi diretti alla Shwedagon Pagoda: che dire, semplicemente immensa con i suoi 99 metri di altezza!
Nelle vicinanze anche il curatissimo People’s Park, merita una visita.

Dalla città è possibile raggiungere con il traghetto Dalah, un piccolo villaggio di pescatori situato proprio di fronte a Yangon: la zona degli imbarchi per i traghetti è quella che presenta i palazzi meglio tenuti e i grandi hotel, consigliato fare un giretto anche qui. Una volta ‘sbarcati’ sarà possibile visitare il villaggio a bordo di biciclette guidate dai locali. E’ stato molto divertente osservare questo piccolo borgo da un’altra prospettiva.

Ma, attenzione attenzione! Da non perdere è la Circle Line, un treno in corso di ristrutturazione che bisogna assolutamente provare. Noi siamo andati al mercato Insein anche se il treno stesso è un mercato ambulante infinito. Decine di venditori, pronti a vendere qualsiasi cibo, dalle uova alla frutta, ai piatti pronti, allieteranno il vostro viaggio sobbalzante. Una volta giunti ad Insein si raggiunge il mercato attraverso un ponte di legno che passa sopra la ferrovia. Anche il mercato birmano è un’esperienza che non deve mancare nel viaggio in Myanmar.
Per il ritorno, se si è abbastanza fortunati, è possibile trovare un treno nella direzione opposta: conviene informarsi già all’andata per gli orari, oppure si può tranquillamente prendere un taxi.

C’è poi la zona del centro commerciale Junction Square, un piccolo tocco di modernità in questo angolo di città.
L’incrocio, altrimenti difficilissimo da attraversare, ha una moderna passerella sopraelevata che porta dal nuovo centro commerciale al vecchio e suggestivo mercato dove si vendo soprattutto stoffe e vestiti.

Per cena siamo stati da O’thentic Brasserie, sempre nella zona dalle Sule Pagoda, e ci siamo trovati molto bene.
Ma il posto migliore per cenare è sicuramente la 19esima strada con i suoi molti ristoranti e i tavoli in mezzo alla via chiusa al traffico. E’ lì che si può provare il vero street food di Yangon, tutti i locali propongono tra le altre cose spiedini di ogni tipo che verranno cotti al momento proprio dopo che voi li avrete scelti.

Per ultimo, the last but not the least, vi suggeriamo la famosa Rangoon Tea House e vista tutta l’importanza che il the riveste nella cultura e nella storia della Birmania non potevamo farci mancare una visita in questo ristorante. Ottime soprattutto le loro insalate con foglie di the e arachidi e i favolosi e golosissimi dolci da accompagnare ad uno dei fantastici the, c’è veramente l’imbarazzo della scelta.

Vi diamo appuntamento alle prossime avventure in Myanmar del Blog Viaggi Insoliti!

Golden Rock e Bago


Golden Rock e Bago 
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Un’ottima idea è quella di visitare la Golden Rock in giornata. Si può partire da Yangon la mattina presto e poi proseguire verso Bago dopo aver visitato questa particolare roccia dorata in bilico su un ripido pendio.
Il tempo è ampiamente sufficiente se si sceglie di viaggiare con un proprio autista privato, altrimenti sarà necessario dormire una notte nelle vicinanze della Golden Rock se si sceglierà di usare il treno o il pullman.

Arrivati a Kaykyto, il punto di partenza dei camion che raggiungono la vetta, grazie all’organizzazione birmana ci vorrà un po’ di tempo per prendere il camion fino alla cima. Prima dell’ultima impegnativa salita si potrà scegliere se provare la nuova funivia o rimanere sul furgone e proseguire. Il viaggio in camion prevede varie soste: vi farà ridere, sobbalzare e sbattere sul sedile o sul vicino di posto, ma sarà sicuramente un’esperienza.
Vedere da vicino la Golden Rock e i mercati che si sviluppano intorno all’importante Pagoda, molto visitata dai birmani, è un’avventura che non deve assolutamente mancare durante un viaggio in questo Paese.
Un’unica precisazione: non è possibile per le donne avvicinarsi o toccare la famosa roccia dorata, questo privilegio è concesso solo agli uomini (LOL!)

Per scendere, nuova avventura in camion a tutta velocità, sobbalzi inclusi!
Abbiamo pranzato soltanto all’arrivo quando non c’erano più camion da prendere e consigliamo a tutti di fare così. Da qui abbiamo ritrovato il nostro autista privato e ci siamo diretti a Bago.

Bago è stata sicuramente la cittadina meno turistica e più autentica che abbiamo incontrato nel nostro viaggio. Basti solo pensare che siamo stati “adottati” da una scolaresca di sole ragazze in gita con la propria insegnante che, dopo averci chiesto di fare mille foto, ci ha anche accompagnato con il loro camioncino nella visita dell’antico palazzo reale e nel Monastero del serpente.
La località si sviluppa lungo un’importante strada centrale, una specie di autostrada, sempre molto trafficata e molto importante per i commerci locali. In bocca al lupo quando dovrete attraversare la strada!

Disseminati nelle vicinanze ci sono importanti templi, luoghi di pellegrinaggio per la popolazione buddista. Anche qui siamo stati così fortunati da vivere una festa locale con templi aperti anche di notte, musica a tutto volume e caos generale! Era impossibile camminare in strada senza che qualcuno ci offrisse qualcosa da bere o da mangiare: sembra che sia un’usanza legata alla festa della prima luna piena dopo la stagione delle piogge, con i monaci che possono finalmente tornare ad uscire dai loro monasteri. Sembrava veramente un grande onore per le persone del luogo poter offrire qualcosa a noi due strani turisti occidentali.

Il tempio principale è la Shwemawdaw Paya, altissima e scintillante di giorno e di notte, altri templi da non perdere sono il tempio con il serpente, lo Snake Monastry, il tempio dei 4 enormi budda in piedi, il Kyaik Pun Paya , il Shwethalyaung Buddha, un’enorme e ricchissimo Budda sdraiato.

Aggiungete senza esitazione 2 giorni a Bago nel vostro itinerario in Myanmar, non ve ne pentirete. Alla prossima avventura del Blog Viaggi Insoliti!

Domande frequenti sull’Islanda


Domande frequenti sull’Islanda 
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L’Islanda è cara?

E’ tra le 5 domande più frequenti sull’Islanda. Si, l’Islanda è cara ma ci sono delle accortezze per risparmiare qualche euro e riuscire lo stesso a visitare questo Paese senza rinunce. Quello che ci interessa alla fine è viaggiare e non certo fare la cena di pesce crudo a Reykjavik.
Per prima cosa, per risparmiare qualche euro, possiamo affittare una casa invece che andare in hotel e possiamo pensare di fare qualche colazione a casa o, semplicemente, stare meno giorni. In città ci sono diversi supermercati e prodotti di tutti i prezzi. Possiamo utilizzare l’autobus invece del taxi per il tragitto da e per l’aeroporto o per spostarci in città e possiamo, infine, fare delle ricerche su internet prima di comprare l’escursione che ci interessa. C’è molta concorrenza on line e spesso ci sono degli sconti!

Costa molto l’aereo per l’Islanda?

Purtroppo non ci sono più collegamenti diretti in inverno, ma soltanto d’estate. La Norwegian ha interrotto i collegamenti senza scalo provenienti da Roma a causa del noto fermo dei Boeing 737-MAX. Il biglietto ad esseri sinceri non costa molto, circa 200/250 euro in inverno. E’ comunque una destinazione lontana: ci vogliono circa 6 ore di volo da Roma e adesso è necessario fare scalo a Londra o in qualche aeroporto del nord Europa, come Copenaghen. Per risparmiare si possono cercare anche strane triangolazioni con Wizz Air con scalo nell’est Europa: per cercare sollievo nel portafoglio rischierete però di far diventare il vostro viaggio veramente lungo!

Quando si può vedere l’Aurora Boreale?

L’Aurora Boreale c’è sempre, ma per vederla serve il buio e il cielo sereno. Quindi è più facile vederla in inverno quando le ore di buio sono decisamente molte ed è più facile vederla fuori da Reykjavik per evitare che l’inquinamento luminoso della città rovini lo spettacolo. Vengono organizzati appositi tour in pullman o in nave per allontanarsi dalla capitale e cercare l’Aurora Boreale. Non perdetevi questa emozionante avventura!

E’ adatta per chi viaggia con bambini?

Secondo noi è perfetta! Tutto l’anno offre diverse opportunità per i piccoli viaggiatori. Molte sono le attività possibili per i più piccoli e molti sono gli spazi dove saranno liberi di correre senza alcun pericolo. In Islanda si possono vedere molti animali: lo zoo di Reykjavik organizza anche attività per bambini e, soprattutto, l’Islanda significa natura sconfinata quindi tantissimo spazio per correre e camminare senza macchine tra i piedi.
In Islanda poi ci sono le piscine termali: quelle presenti in città hanno appositi spazi con acqua bassa e giochi per i più piccoli, un vero sollievo per grandi e piccini!

Fa tanto freddo in Islanda?

Ebbene si, fa freddo in Islanda e non lo scopriamo certo noi. Ma non eccessivamente da non poter uscire di casa. E’ ovviamente molto importante essere vestiti adeguatamente, non vanno bene gli stessi vestiti che indossereste a Roma a gennaio, per capirsi. In Inverno ci potranno essere giornate di neve intensa, di vento forte, di pioggia o di sereno e tutto potrà cambiare in pochissime ore.
Nei nostri viaggi in Islanda, le temperature a Reykjavik, in inverno, oscillavano tra i 2 e i – 10 gradi, ma in nessun caso questo ci ha bloccato.

Avete altre curiosità?

Fateci le vostre domande nei commenti e risponderemo a tutti!
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Mangiare in Myanmar


Mangiare in Myanmar
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Premessa: adoriamo immergerci al 100% nella cultura e nella tradizione del Paese che visitiamo e, ovviamente, il cibo gioca un ruolo fondamentale. Con le dovute accortezze ci piace provare la cucina locale, senza se e senza ma.
Dopo 21 giorni in Birmania possiamo dire di avere una certa confidenza con il cibo birmano e possiamo aiutarvi a capire cosa mangiare in Myanmar.

Basterà davvero poco per rendervi conto che i fried noodles saranno i vostri migliori amici per tutto il soggiorno: quando siete in dubbio, ordinate un bel piatto di fried noodles e passa la paura! Ci sono sia vegetariani che con pollo e carne mista, sia “classici spaghetti” che vermicelli. I piatti sono davvero abbondanti: il consiglio è di prendere un solo piatto di fried noodles da dividere (perfetto per due persone) e poi aggiungere un secondo piatto. Sono tipici di tutta la Birmania: da Yangon a Bagan, da Inle a Ngapali saranno sempre presenti in ogni loro forma!

La cucina di Mandalay, invece, si caratterizza per il barbeque: in tutti i ristoranti troverete una vetrinetta frigorifero con, in esposizione, spiedini di verdura, di carne e anche di pesce: dovrete semplicemente scegliere i vostri preferiti che, dopo essere stati cotti alla brace, vi verranno serviti direttamente al tavolo! Attenzione nella scelta della carne: non si sa mai cosa potrebbe capitarvi! I più golosi si mettano il cuore in pace, i dolci qui non sembrano andare tanto di moda!

Per gli amanti di pesce e crostacei, ça va sans dire, Ngapali Beach è il posto che fa per voi! La maggior parte dei ristoranti è vista mare, il che rende la vostra cena ancora più caratteristica: appena vi accomoderete al tavolo, vi verrà servito un piattino colmo di arachidi, una specie di “antipasto dello chef”. Granchio, gamberoni, zuppa di pesce: ce n’è per tutti i gusti! Tranquilli: gli amanti dei fried noodles non rimarranno delusi e li troveranno anche qui! Scordatevi il gelato: ebbene si, pur essendo un posto di mare e, quindi, molto caldo, il gelato è un optional, lo si trova solo all’interno dei resort e solo confezionato. Questo è dovuto al fatto che l’elettricità è piuttosto instabile quindi i freezer non funzionano adeguatamente. Potrete sostituirlo degnamente con un delizioso frappè freddo di yogurt e frutta.

Lo street food è onnipresente: da Yangon a Kalaw, fino a Bago sarete circondati da bancarelle ricche di prelibatezze ma anche cibi piuttosto particolari. Frutta e verdura abbondano, così come venditori di carne e pesce (li riconoscerete dal profumino non molto allettante), fino ai venditori di grilli fritti! Perfino in treno sono presenti i venditori ambulanti. Nel caso in cui foste interessati a provare il cibo locale di strada, ricordatevi che non tutto quello che troverete sulle bancarelle è adatto al vostro stomaco occidentale: affidatevi ad una guida locale che vi saprà consigliare nel modo giusto!

Non vi resta che assaggiare le prelibatezze birmane: buon appetito ed alla prossima avventura del Blog Viaggi Insoliti!

Bagan, Myanmar


Bagan, Myanmar
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Vi abbiamo già detto che ci siamo innamorati del Myanmar e che è stata un’esperienza a dir poco unica? Ecco, ora capirete meglio il perché!

Cosa fare a Bagan?
Bagan, l’antica capitale dei Regni Birmani, è la città dei templi e delle pagode: ovunque indirizzerete il vostro sguardo, sarà facile individuare, anche in lontananza, una pagoda. La città di Bagan si divide in: Old Bagan, ovvero la parte antica, dove troverete per l’appunto templi e pagode, e Nyaung U, la parte più nuova, ricca di hotel, mercati locali e ristoranti. Vi consigliamo di prendere un ‘tuc-tuc’ e girare alla ricerca di pagode, sia le più note e famose che quelle più segrete e nascoste.
Dirigetevi, verso l’ora del tramonto, in una pagoda e ammirate il calare del sole: sarà un’esperienza unica.
Da non perdere è il giro in mongolfiera: vi verranno a prendere in hotel verso le 5:00 e vi porteranno al campo di volo. Da lì assisterete al gonfiaggio della mongolfiera e poi prenderete il volo. Contemporaneamente circa una quarantina di mongolfiere decolleranno e voi potrete ammirare uno spettacolo unico da un’altra prospettiva: l’alba su una sterminata distesa di templi.

Quanti giorni stare a Bagan?

Due giorni pieni sono sufficienti per visitare Bagan in Myanmar e per avventurarsi alla scoperta dei suoi segreti. Noi siamo arrivati da Mandalay in nave verso l’ora del tramonto e ci siamo diretti in hotel. Preparatevi a impostare la sveglia all’alba: un po’ per godere a pieno del tempo disponibile e un po’ perché perdere lo spettacolo dell’alba e delle mongolfiere sarebbe un vero peccato! Essendo andati a Novembre, alle 17:00 il sole tramonta quindi bisogna approfittare della luce finché c’é!

Come spostarsi per Bagan?

Prendete il tuc-tuc, vi permetterà di spostarvi senza problemi in pochi minuti (qui si contratta sempre sul prezzo, più per divertirsi che per altro) oppure andate a piedi. Avendo prenotato un hotel in Old Bagan abbiamo potuto raggiungere alcune delle principali pagode camminando.

Cosa mangiare?

Oltre ai soliti fried noodles, qui va per la maggiore la cucina vegetariana. Abbiamo provato per la prima volta l’hamburger vegetariano: una bomba, veramente delizioso!

Piccola curiosità

I ristoranti in prossimità dei templi o non vendono birra o la vendono all’interno di sacchetti di carta per nascondere la bottiglia.

Un piccolo extra

Da Bagan potrete visitare, con un’escursione in macchina, il Monte Popa: per raggiungerlo ci vogliono circa due ore e mezza. Si può scegliere tra taxi collettivo o macchina privata. Il costo è circa 6 euro a persona. Per giungere in cima alla vetta bisogna affrontare 777 scalini ma soprattutto le scimmie che, a tratti, possono essere un pochino fastidiose. Non immaginatevi un pavimento pulito.

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Ngapali Beach


Ngapali Beach
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Ebbene si, il Myanmar è anche splendide spiagge e acque trasparenti!
Ngapali Beach non è cosi facile da raggiungere e noi, avendone abbastanza dei pullman notturni, abbiamo preferito arrivare e ripartire con comodi voli interni della compagnia Myanmar National Airlines.
La compagnia ci è sembrata affidabile, gli aerei (degli ATR 72) sono nuovi, il servizio a bordo è cortese e i voli sono sempre stati puntuali.
Gli aeroporti sono piccoli e gestiti in maniera un po’ approssimativa ma niente di cui preoccuparvi, riuscirete senza problemi a prendere il volo giusto. Siamo partiti da Bagan e, dopo uno scalo rapidissimo a Inle, siamo ripartiti in direzione Ngapali.

All’arrivo all’aeroporto di Thande, solitamente, gli hotel organizzano il transfer in pullman: il nostro, il Thande Ngapali Beach, ha rispolverato per l’occasione un mezzo d’epoca, molto affascinante!

Il resort è molto bello, con un parco verde proprio in riva al mare, al cui interno si trovano delle villette in legno divise in due super suite. Solo sul retro dell’hotel si trovano delle costruzioni più alte che ospitano le stanze tradizionali.

La spiaggia è ampia e, caratteristica da non sottovalutare, non scompare neanche con l’arrivo dell’alta marea.
Arrivati a Ngapali Beach, dopo giorni e giorni di visite a templi e pagode, ci siamo goduti quattro giorni di puro relax. Niente più sveglie all’alba, sballottati da un tuc tuc all’altro: solo camminate in riva al mare e meravigliosi tramonti in spiaggia.

Nelle vicinanze, raggiungibili a piedi attraverso la spiaggia, ci sono alcuni ristoranti e sunset bar. Sul retro dell’hotel, lungo la strada principale, si trovano vari locali e altri ancora sono raggiungibili con una breve passeggiata di massimo 5 minuti. Da non perdere il cocco ripieno di pesce al curry al Ngapali Kitchen Restaurant: semplicemente delizioso. Ottimo anche il granchio sia semplice che al curry (piccantino!).
Altro suggerimento: non troverete gelati ma un fantastico frappè fatto con le yogurt proprio davanti all’entrata del Thande Hotel.

Buon relax e alla prossima avventura del Blog Viaggi Insoliti!